Provincia

La Corte d’Appello di Bari: “Iania massacrò Chiara in modo brutale e spietato”

23 novembre 2012

L’arresto di Domenico Iania

“Massacrata a sprangate con premeditazione e con grande brutalità”. Lo scrivono i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bari nelle motivazioni della sentenza con cui nel giugno 2012 hanno confermato la condanna a 30 anni di reclusione per il 54enne di Morfasso Domenico Iania, reo confesso dell’omicidio della 34enne pugliese Chiara Brandonisio, uccisa l’8 luglio 2010.
L’accusa aveva dimostrato che dopo una relazione solo virtuale in chat con il piacentino, lei aveva cominciato a frequentare un uomo a Bari. Iania, residente a Morfasso, non accettò la fine di questo rapporto virtuale e raggiunse la povera ragazza in Puglia, a Ceglie del Campo: dopo averla trovata, l’avrebbe pedinata e infine aspettata sulla strada che Chiara percorreva ogni mattina in bicicletta per andare a lavorare. Lì l’avrebbe colpita alla testa ripetutamente con una spranga, uccidendola. Poi tornò a Morfasso in treno e in autostop, restando nascosto per alcuni giorni, fino all’arresto.
I giudici d’Appello sottolineano la “completa assenza di sentimenti di umana compassione e pietà” di Iania e “l’inarrestabile ansia di sfogare la propria malvagità in un vero e proprio agguato”. All’imputato sono state anche riconosciute le aggravanti della premeditazione e della crudeltà. Non era ipotizzabile – scrivono i giudici condividendo le conclusioni del gup del primo grado – che lo scopo di detto viaggio fosse stato quello di riallacciare il rapporto sentimentale e ciò perchè l’imputato si era presentato all’incontro con la vittima non già portando fiori o regali, ma brandendo una spranga di ferro”.

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