Piacenza

Nessun profugo accetta il rimpatrio,
“Ma nessuno sarà sfrattato”

12 dicembre 2012

«I profughi non finiranno su una strada» assicura l’assessore provinciale Pier Paolo Gallini, al termine di tre giorni di incontri per cercare di dare una risposta al problema dei 118 profughi, tra cui cinque bambini, arrivati dal Nord Africa più di un anno e mezzo fa e ospitati a Piacenza, Fiorenzuola, Calendasco, Gragnano. Dal punto di vista strettamente giuridico, la fase di emergenza, all’interno della quale erano previsti i finanziamenti per l’accoglienza, scadrà il 31 dicembre, quindi fra circa due settimane. Nessun profugo ha accettato l’offerta di 1500 euro – pari circa a dieci stipendi dei Paesi di provenienza – per il rimpatrio assistito volontario. Quindi, le istituzioni si sono messe una mano sul cuore. «Il nostro primo obiettivo è stato quello di capire quanti profughi fossero concretamente a rischio sfatto a fine mese, cercando una soluzione “umana” con la collaborazione dei Comuni e degli enti gestori – commenta l’assessore Gallini -. Ci è stato garantito da entrambi che non c’è rischio di buttare in strada nessuno, al momento, nel frattempo manteniamo costanti contatti con il Governo e la Regione per chiedere che si diluiscano nel tempo i finanziamenti, ovviamente in misura ridotto e strettamente legati al solo vitto e alloggio».

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