Referendum, Maloberti (Ln) dopo lo stop del consiglio provinciale: “Andiamo avanti”

18 dicembre 2012

“Non ci arrendiamo. La battaglia per il referendum non finisce nel palazzo della Provincia, ma si sposta nelle piazze e negli auditorium, a dimostrazione di una coerenza che è mancata a chi ha strumentalizzato le ragioni della consultazione popolare, da noi proposta. Il nostro progetto va avanti. Non dimentichiamo che il riordino non è stato accantonato, ma prorogato. E presto dovremo tornare a farci i conti”. A dirlo è il consigliere provinciale della Lega Nord Giampaolo Maloberti, all’indomani del voto bipartisan espresso da minoranza, Pdl e Udc per la revoca della delibera referendaria.

“Per un giorno in Provincia si è costituita l’improbabile alleanza romana pro-Monti, che ha scelto di mettere la sordina all’opinione della gente.

La Lega si è dimostrata, ancora una volta, l’unica forza politica coerente, determinata e chiara nel proprio messaggio. In consiglio, ieri, abbiamo assistito a un florilegio di demagogia. Addirittura ci ha fatto la morale uno come Giampaolo Speroni, che da due anni a questa parte invoca il generico stanziamento di fondi a favore del lavoro, ma non è in grado di avanzare alcun progetto concreto.

A lui, e a quanti misconoscono il valore della nostra proposta, ricordiamo che la Lombardia ha ottenuto l’immissione di liquidità/capitale circolante per le aziende grazie ad accordi stretti direttamente con la Banca europea degli investimenti. Misura a cui si aggiungono: la legge sugli appalti a chilometro zero, la contrattazione di secondo livello, la legge sulla sicurezza urbana.

Detto questo, il nostro impegno prosegue, decisi a tutelare la volontà popolare nei confronti di un riordino che presto tornerà a bussare alla nostra porta. Per noi andare in Lombardia vuol dire agganciare le opportunità offerte da Expo2015, unirci a un tessuto produttivo e industriale molto affine al nostro, col quale già intratteniamo la stragrande maggioranza degli scambi commerciali, e aderire al ‘blocco’ della macroregione alpina, ‘snobbato’ da Errani, il quale si è dimenticato che uno dei primi a sostenerne le ragioni fu il suo illustre predecessore Guido Fanti, lo stesso che disse: ’La Padania è un potenziamento delle autonomie regionali’”.

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