Una piacentina in missione a Bruxelles presso la Fondazione “One” di Bono

04 Gennaio 2013

Sognava una carriera nella diplomazia come ambasciatore. Poi gli studi e le circostanze della vita l’hanno condotta a Bruxelles, presso la Fondazione “One”, l’organizzazione umanitaria tra i cui fondatori c’è Bono, leader degli U2. Chiara Bravi, 27enne piacentina laureata all’università di Bologna (sede di Forlì) in scienze internazionali e diplomatiche, ha scelto di lavorare nel cuore della diplomazia europea, delle Ong, degli uffici di consulenza, delle lobby.

La Fondazione, che ha sede a Washington D. C., è presente, oltre che a Bruxelles, anche in Sud Africa e Nigeria. Scopo dell’organizzazione è fare “campagna” perché i governi non taglino troppo i fondi in questo momento di crisi: «Diffondiamo studi, informazioni sulle ricadute effettive degli aiuti, che magari sono serviti a vaccinare persone contro gravi malattie o a mandare a scuola dei bambini. Ci si preoccupa che non vi siano né sprechi né tagli. Si agisce anche attraverso appelli, lettere, contattiamo i consigli europei, presentiamo dati, abbiamo rapporti con commissari che si occupano di aiuti umanitari e cooperazione». Del resto, «In Italia, aggiunge Chiara, la professione del lobbista non è vista bene, ha connotati negativi, all’estero è diverso».

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