“Celle sovraffollate a Piacenza”: la Corte europea condanna l’Italia

08 Gennaio 2013

L’ingresso del carcere di Piacenza

NOTIZIA DELLE 11.20 L’arcinoto sovraffollamento del carcere delle Novate diventa un caso europeo. “L’Italia viola i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati”. Con queste parole la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l’Italia per “trattamento inumano e degradante” di 7 detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza. Un problema sollevato più volte da carcerati e sindacati degli agenti di custodia, riconosciuto anche dalle stesse istituzioni. La Corte ha inoltre condannato l’Italia a pagare ai sette detenuti un ammontare totale di 100mila euro per danni morali e invitato il nostro Paese a porre rimedio al più presto a questa emergenza, visto che secondo i giudici il problema è “strutturale” e non riguarda solo i ricorrenti di questo caso. Sono infatti oltre 500 i ricorsi di altri detenuti che sostengono di essere tenuti in celle dove avrebbero non più di 3 metri quadrati a disposizione. A fine dicembre la relazione della visita che la Usl è tenuta a fare ha segnalato nel carcere di Piacenza “una situazione di grave sovraffollamento: la capienza è di 182 uomini e 13 donne, ma le persone detenute erano 326, di cui la metà, cioè 158, stranieri. Inoltre il 20-25% dei reclusi è tossicodipendente”. A renderlo noto è la garante delle persone private della libertà personale dell’Emilia Romagna, Desi Bruno. “E dire – aggiunge – che il carcere piacentino è uno dei pochi che ha aperto un reparto di osservazione psichiatrica, un vero e proprio fiore all’occhiello”.
E mentre nel “mondo libero” si discute della sentenza della Corte europea sulla situazione delle Novate, nella casa circondariale piacentina si registra un altro tentativo di suicidio. Lo ha reso noto il segretario nazionale del sindacato Sappe Giovanni Battista Durante: “Gli agenti hanno fermato un detenuto straniero che stava inalando gas dalla bomboletta per cucinare, purtroppo non è il primo episodio simile”.
LE REAZIONI
La direttrice  Caterina Zurlo, intervistata dall’Ansa, sottolinea come negli ultimi anni la situazione all’interno delle Novate sia migliorata: “Prendo atto della sentenza della Corte Europea. Probabilmente riguarda una situazione di diversi mesi fa, quando l’istituto ospitava più di 400 detenuti, oggi sono 318. Inoltre è in via di ultimazione un nuovo padiglione che avrà una capienza di 200 posti e che sicuramente andrà ad alleviare una situazione che è comune a tante carceri italiane”.
Il garante dei detenuti nominato dal Comune di Piacenza, Alberto Gromi, evidenzia un altro aspetto: “Il sovraffollamento c’è ed anche se in calo resta sempre pesante. Ma non deve coprire altri seri problemi, come la mancanza di lavoro, di scolarità, di formazione professionale e di un progetto educativo”.
L’associazione Antigone denuncia lo stato in cui versa la casa circondariale delle Novate: “Mediocre lo stato di manutenzione della struttura: pareti scrostate, non vengono riverniciate da tempo, cancelli sono arrugginiti, il pavimento in linoleum si scolla, la pulizia non è particolarmente buona. Le celle denotano notevole trasandatezza: letti a castello arrugginiti, pareti scrostate, luce ridotta dal sovraffollamento e nei corridoi insufficiente. Oltre alla cronica mancanza di acqua calda”.
I sindacati degli agenti OsappSappe e Ugl spiegano che “nelle condizioni del carcere di Piacenza ce ne sono molti altri, la maggioranza di quelli italiani. Il sistema generale è a rischio collasso e si regge in gran parte sulla disponibilità e la sensibilità del personale che vi lavora”.
“Sono profondamente avvilita, ma purtroppo l’odierna condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo non mi stupisce, «’era da aspettarselo». Questo il commento del ministro della Giustizia Paola Severino.
La parlamentare piacentina del Pd Paola De Micheli, firmataria di numerose interrogazioni in Parlamento sulla situazione italiana delle carceri, ricorda come durante le visite al penitenziario di Piacenza aveva avuto modo di constatare “le criticità che permangono nella struttura, nonostante alcuni miglioramenti generali. Abbiamo segnalato più volte in Parlamento, con alcune interrogazioni, che in settori delicati del carcere  il sovraffollamento ha toccato livelli insostenibili”.

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