Giglio, un anno dopo. La piacentina superstite: “I responsabili paghino”

13 Gennaio 2013

Lo scoglio che un anno fa ha squarciato la Concordia, creando una voragine di settanta metri, è tornato alle Scole, ma il relitto, ridotto ora a un grande cantiere, ricorda che, dopo il 13 gennaio 2012, nulla è stato più lo stesso nel paradiso dell’Isola del Giglio. L’animatrice Silvia Graziadei, 25 anni di San Nicolò, ha voluto oggi partecipare alla cerimonia di ricordo. Con lei, tra i piacentini, legati per sempre da quella tragica notte da incubo, anche lo chef Adriano Roda, il quale, tuttavia, ha preferito non dire nulla. Silvia, quella sera di un anno fa, si era arrampicata su una parete, pur di salvarsi dall’inabissamento della grande nave da crociera. «Tornare all’Isola e rivedere quella nave arrugginita, una nave che per tanto tempo è stata come una casa per noi, fa male – racconta -. Oggi lavoro ancora per la Costa, l’amore per il mio lavoro mi ha salvata dalla paura e dagli incubi. Di quella sera ricordo pochissimo, nonostante io sia scesa dalla nave alle 3.30 del mattino, quindi sei ore dopo l’impatto. Non mi sarei mai aspettata una simile tragedia, mai. Vedere la dignità e la forza dei familiari delle 32 vittime, oggi, mi ha colpita, impossibile trattenere la commozione. Chiedo che i responsabili paghino».

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