Piacenza

Rifiuti, Iren smentisce Amia: “Mai avuto contatti per lo smaltimento a Tecnoborgo”

15 gennaio 2013

Il termovalorizzatore di Piacenza

AGGIORNAMENTO DEL 15 GENNAIO – Amia Verona ieri ha rivelato che era pronto un piano per portare i rifiuti indifferenziati della provincia veronese anche nell’inceneritore di Piacenza nel caso in cui il governo non avesse prorogato con un decreto d’urgenza la possibilità di conferirli in discarica e non ai termovalorizzatori. Una dichiarazione ufficiale dell’azienda veneta, che però oggi Iren smentisce seccamente: “Non abbiamo mai avuto contatti con la società Amia Verona in merito alla possibilità di smaltire rifiuti prodotti in territorio veronese presso il termovalorizzatore di Piacenza. Tale ipotesi non sarebbe peraltro possibile in quanto il termovalorizzatore non solo ha una capacità di smaltimento sufficiente solo per l’ambito territoriale provinciale, ma deve sottostare a vincoli autorizzativi della Provincia di Piacenza inerenti la capacità di smaltimento dei rifiuti e la loro provenienza, vincoli che il gruppo Iren è tenuto a rispettare in modo rigoroso. Va inoltre ricordato che per lo smaltimento di rifiuti urbani intervengono, oltre che le normative nazionali e regionali in materia, gli accordi che devono necessariamente intercorrere tra le Regioni e le Province interessate”.

NOTIZIA DEL 14 GENNAIO
L’inceneritore di Piacenza ha rischiato molto seriamente di bruciare i rifiuti indifferenziati di Verona. Lo ha rivelato l’Amia, l’azienda che si occupa dello smaltimento nel comune veneto, che aveva individuato in Borgoforte uno dei siti in cui portare il materiale che non poteva più essere conferito in discarica per legge. Un decreto urgente del governo, però, ha prorogato di un anno la deroga alla legge che obbliga a portare i rifiuti non differenziati negli inceneritori, scaduta il 31 dicembre 2012. Quindi Amia Verona potrà continuare a conferirli nella discarica di Torretta di Legnago. Se non fosse arrivato questo provvedimento, probabilmente Piacenza e il suo termovalorizzatore gestito da Tecnoborgo avrebbero accolto centinaia di tonnellate di rifiuti indifferenziati da bruciare, visto che erano già stati individuati come destinatari  assieme agli impianti di Brescia e Pavia. “Ma con la proroga del decreto sui rifiuti e sulle discariche – precisa Amia – non si fa nulla. Piacenza era uno dei siti indicati, ma nei primi giorni dell’anno non abbiamo mai portato alcun rifiuto. E la proroga ha fatto saltare il piano di emergenza che avevamo pensato”.

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