In cella ingiustamente per 17 mesi, chiediamo centomila euro di risarcimento

31 Gennaio 2013

Un uomo e una donna macedoni condannati a Piacenza sono stati assolti della Corte d’Appello di Bologna. Chiederanno centomila euro ciascuno come risarcimento per i 17 mesi di privazione della libertà. La pena per entrambi era stata di quattro anni, l’accusa: detenzione e spaccio di droga. Con loro era stato condannato a cinque anni un altro macedone, compagno della donna (che ha avuto la pena confermata). I tre vivevano in un appartamento dove era stato trovato un quantitativo di cocaina. Dopo la scoperta della droga erano scattati gli arresti per la coppia e per il loro amico. Al macedone, che ha problemi di salute (condannato a cinque anni con il rito abbreviato dal gup dopo che si era interamente assunto la responsabilità del possesso della cocaina) erano stati concessi gli arresti domiciliari e così alla donna condannata a quattro anni (per assisterlo). Il terzo, (anche per lui quattro anni di carcere), era invece rimasto in cella. I difensori avevano fatto ricorso in appello. Nei giorni scorsi, lo stesso procuratore generale aveva chiesto l’assoluzione per la donna e per il 37enne, mentre la conferma della condanna per il 30enne. I difensori hanno ribadito che né la donna, nè l’amico arrivato dalla Macedonia avevano mai spacciato cocaina. I giudici li hanno creduti e hanno assolto il 37enne e la donna, mentre hanno confermato la condanna per il 30enne. Ora i legali, dopo aver eletto le motivazioni della sentenza, presentereanno ricorso per ingiusta detenzione (17mesi in cella per l’uomo e 17 mesi ai domiciliari per la donna). La somma richiesta sarebbe attorno ai centomila euro.

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