Crisi: oltre 40 banche non si presentano all’incontro in Provincia

08 Febbraio 2013

Sono una quarantina gli istituti di credito e i confidi che, oggi pomeriggio, hanno scelto di disertare l’incontro convocato dalla Provincia per la costituzione di un fondo straordinario anti-crisi. Solo 7 su 46 quelli presenti nella sala consiliare di corso Garibaldi, oltre a 6 sindaci su 48 invitati, nonostante un intervento forte da parte degli istituti di credito si renda quanto mai necessario. La situazione di crisi sembra infatti aggravarsi. Il sindacato ha annunciato all’assemblea riunita in Provincia un presidio unitario di Cgil, Cisl e Uil di fronte alla Prefettura, previsto per venerdì prossimo, dopo che il Ministero del Lavoro e l’Inps hanno bloccato i pagamenti della cassa integrazione in deroga, producendo un effetto socialmente insostenibile: solo in Emilia Romagna 40mila lavoratori da ottobre non hanno alcuna forma di reddito. La proposta formulata dal Pd in consiglio provinciale è che Provincia, Comuni, associazioni di categoria, sindacati, Camera di Commercio, Fondazione ed istituzioni, scelgano le banche in base al credito erogato sul territorio. Le banche presenti, e cioè quelle territoriali, si sono impegnate a fare tutto quanto in loro potere per continuare ad essere vicine come in questi anni alle situazioni difficili di aziende e lavoratori. “Abbiamo invitato 46 tra istituti di credito e confidi e 48 sindaci ma la maggior parte ha disertato. Iniziamo quindi con amarezza questo incontro”. Così Roberto Pasquali, presidente del consiglio provinciale, in apertura del terzo incontro sulla situazione del mercato del lavoro nel territorio. L’obiettivo era quello di elaborare idee e strategie per la creazione di un fondo straordinario a sostegno delle aziende, dei lavoratori e delle famiglie che si trovano in situazione di crisi. “Non stiamo combattendo la crisi, sia chiaro, siamo consapevoli di essere un granello di sabbia nel deserto, ma la volontà di tutti dovrebbe essere quella di tentare di fare tutto quanto possibile per sostenere il territorio in questo momento difficile – ha aggiunto l’assessore provinciale al lavoro, Andrea Paparo – “mi associo quindi al rammarico espresso da Pasquali per l’assenza di tanti istituti di credito e dei sindaci”. “A rischio anche gli stipendi”: da cooperative e commercio, è arrivato il monito agli istituti di credito a sostenere l’iniziativa della Provincia. “I tempi dell’erogazione del credito sono diventati troppo lunghi in fase di istruttoria, a volte certe istruttorie durano mesi” ha detto Gianluca Barbieri (Unione Commercianti). “Non possiamo andare avanti così, viviamo evidenti problemi di liquidità, sono a rischio i pagamenti degli stipendi” ha annunciato Daniela Chinosi (Confcooperative). Duro il commento del cavalier Giovanni Ronchini della Società di cooperative fra commercianti: “Il futuro non è certamente roseo, la situazione è triste. Le banche effettivamente non fanno quello che dovrebbero, gli affidamenti sono diminuiti del 14 %. Non voglio accusare né condannare nessuno, anche loro avranno molti problemi ma se ho capito bene l’Europa ha dato un contributo sufficiente a coprire i deficit delle banche italiane ed europee: che fine hanno fatto questi soldi?”. A lanciare un ulteriore campanello d’allarme, oggi pomeriggio in Provincia, è stato Gianluca Zilocchi della Cgil: “Venerdì prossimo, Cgil Cisl e Uil saranno unite nel far sentire la propria voce in un presidio davanti alla Prefettura”. Il Ministero del lavoro e l’Inps hanno sospeso i pagamenti della cassa integrazione in deroga: in Emilia-Romagna, da ottobre, 40mila dipendenti, e quindi 40mila famiglie, non ricevono sostegno al reddito attraverso la cassa in deroga”.

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