Piacenza

“Obitorio, irriconoscibile un corpo lasciato al caldo”. Iren nega

21 febbraio 2013

L’interno dell’obitorio di Piacenza

AGGIORNAMENTO DELLE 18 – Iren nega che ci siano state anomalie nella procedura di trattamento del corpo arrivato la sera del 2 febbraio. “Alle 21,30 è stato portato all’obitorio del cimitero – spiega l’azienda – e su richiesta dell’autorità competente è stato posto in sala di osservazione, come previsto dal regolamento di polizia mortuaria. Infatti per legge non può essere messo in cella frigorifera per 24 o addirittura 48 ore, salvo casi eccezionali. E in quella stanza non c’è riscaldamento. A meno di 36 ore dal suo arrivo è stato messo in cella frigorifera e l’autopsia effettuata il 6 di febbraio, con attestazione della causa di morte da parte del medico. Dal nostro punto di vista le operazioni sono state lineari”.

NOTIZIA DELLE 12.30 – “Hanno lasciato il corpo di mio fratello per giorni fuori dalla cella frigorifera in attesa dell’autopsia, non abbiamo potuto neppure rivederlo a causa delle condizioni in cui era ridotto”.
E’ il contenuto della denuncia presentata ai carabinieri di Fiorenzuola dalla famiglia di un uomo di 36 anni, scomparso a inizio febbraio: il fatto sarebbe accaduto all’obitorio del cimitero di Piacenza, dove vengono conservati i cadaveri in attesa degli esami autoptici. Il 2 febbraio il 36enne è stato trovato morto nel garage di casa a Fiorenzuola e il corpo è stato portato nella struttura cittadina in attesa dell’autopsia. Ma secondo quanto sostengono i familiari non è stato possibile effettuare compiutamente l’esame per lo stato in cui si trovava dopo alcuni giorni passati non nella cella frigorifera, ma in una stanza normalmente riscaldata. Un fatto su cui i carabinieri di Fiorenzuola stanno effettuando approfondimenti. La famiglia sta inoltre pensando di denunciare il Comune di Piacenza, responsabile della struttura, e Iren, che la gestisce.
Proprio a questi due soggetti è giunta nei giorni scorsi una lettera dell’Igiene pubblica dell’Asl: nel corso di un’ispezione successiva alla denuncia (già programmata e non legata al fatto) sono stati riscontrati diversi problemi, che l’azienda sanitaria ha invitato a sistemare nel più breve tempo possibile. Per il momento, però, non sono state emesse sanzioni né presi altri provvedimenti.

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