Omicidio Castello, il mistero del coltello nel letto della vittima

25 Febbraio 2013

 

Emergono nuovi particolari sul delitto di Castelsangiovanni che rendono ancora più misterioso il caso. Prima di soffocarla con un cuscino, Maria Cristina Filippini ha minacciato la madre con un coltello? E’ quello che stanno cercando di capire gli investigatori. La donna, rea confessa e rinchiusa alle Novate, nega di averlo utilizzato, ma gli inquirenti dubitano, visto che un coltello è stato trovato nel letto di Anna Giuliana Boccenti, la novantenne che la mattina del 4 febbraio venne trovata morta nel suo appartamento di via Mameli a Castelsangiovanni. Si tratta di una posata comune, di quelle usate per tagliare il pane, trovata tra le lenzuola dell’anziana vittima. Apparteneva alla novantenne e sarebbe sempre stata in casa, ma non è ancora stato chiarito come sia arrivata dalla cucina fino nel letto della anziana, proprio la sera in cui è stata uccisa. Esclusa, comunque, l’eventualità che la lama abbia ferito il corpo della vittima, che prima di essere soffocata aveva avuto una discussione con la figlia per ragioni di denaro.
Il giallo del coltello non è però quello più rilevante: i carabinieri al comando del capitano Rocco Papaleo, coordinati dal pubblico ministero Emilio Pisante, stanno cercando di capire se trova conferma il sospetto che Maria Cristina Filippini non abbia agito da sola. La presenza di un’altra persona potrebbe essere svelata dall’esito degli esami che i Ris di Parma stanno effettuando sulle tracce biologiche e i reperti trovati in casa. I risultati sono attesi a breve e potrebbero dare un nuovo impulso all’attività investigativa.

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