Monica Montagna “sta meglio”. Non ricorda ancora l’omicidio

06 Marzo 2013

Sono trascorsi sette mesi da quando Monica Montagna ha ucciso, con cento coltellate, l’amica del cuore Annalisa Lombardi. Era il 24 luglio del 2012, una mattina come tante altre che le due ragazze avevano deciso di trascorrere insieme a casa di Annalisa a Ferriere. A un certo punto qualcosa è scattato nella testa di Monica, che da tempo soffriva di depressione, e pochi secondi sono bastati per stravolgere il destino delle due amiche. Oggi Monica, 29 anni, è rinchiusa nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. E’ stata dichiarata totalmente incapace di intendere e volere e riconosciuta pericolosa. Grazie all’aiuto degli psicologi e delle cure sembra stare meglio. La conferma arriva dal suo avvocato Matteo Manici. “Ho parlato con la sorella – ha detto – Monica si sta riprendendo anche se il percorso sarà molto lungo”. Manici prosegue: “La ragazza non sembra ricordare l’omicidio, la patologia di cui soffre non le consente di collegare gli eventi e i vuoti di memoria fanno il resto”. Il prossimo passo sarà la richiesta di rinvio a giudizio per la giovane. Chi non si riprenderà mai dalla tragedia è la mamma di Annalisa, Rosa Curti, il suo è un dolore lacerante. “La mia vita si è fermata quel giorno” ha detto più di una volta senza riuscire a trattenere le lacrime e chiedendo a gran voce che i disturbi psichiatrici non vengano sottovalutati o trascurati dalle istituzioni.

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