Chiesa: 17 richieste di annullamento di matrimonio a Piacenza nel 2012

07 Marzo 2013

Piacenza è la città emiliana dove si è registrato il calo più importante nelle richieste di annullamento di matrimonio al tribunale ecclesiastico. Sarà perché ci si sposa meno? O perché i coniugi preferiscono chiedere la separazione legale e non vogliono saperne di convolare di nuovo a nozze? Fatto sta che, negli ultimi anni, le cause di annullamento presentate sono calate. A Piacenza per esempio nel 2012 sono state inoltrate 17 richieste a fronte delle 45 dell’anno precedente. I dati arrivano da Modena dove ieri mattina si è aperto l’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Regionale Emiliano, competente in primo grado per le Diocesi di Modena-Nonantola, Carpi, Reggio Emilia-Guastalla, Parma, Fidenza e Piacenza-Bobbio. L’appello, nei casi in cui risulta necessario, si svolge invece a Bologna, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Felsineo. E’ stato monsignor Vittorino Tazzioli, il vicario giudiziale, a commentare i dati e le tendenze: “Continua la diminuzione delle cause presentate ma è confermato l’aumento della litigiosità nella coppia: il contrasto è sempre più violento. Prima il tribunale ecclesiastico poteva chiudere una causa in 6 mesi, oggi alcune proseguono anche oltre i tre anni. Le persone si presentano cariche di rabbia. Il bilancio 2012 è di 146 cause. Da Fidenza ne sono arrivate 7, 55 da Modena, 17 da Piacenza, 28 da Parma e 31 da Reggio Emilia. A fine anno sono state 283 quelle trattate complessivamente, 152 definite con sentenza: di esse 146 affermative e 6 negative. Per quanto riguarda le motivazioni, si confermano come le ragioni principali: esclusione dell’indissolubilità del matrimonio, ed esclusione della prole. Se da una parte le cause di annullamento dei matrimoni in Chiesa sono in calo dall’altra aumentano le richieste di separazione in tribunale. “I valori della famiglia – ha sottolineato l’avvocato piacentino Margherita Prandi – sono sempre più in crisi”.

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