Caserma Alfieri di via Benedettine, monumento allo spreco e al degrado

16 Marzo 2013

Un gioiello dimenticato. Un monumento al degrado. Uno dei tanti simboli dello spreco italico. Anche a Piacenza. La caserma Alfieri di via Benedettine rientra in quei beni che la Difesa ha ceduto al Demanio, il quale a sua volta ha avviato una trattativa con il Comune per il trasferimento e la valorizzazione. Ma per il momento è abbandonata, incustodita e fatiscente, la sua sola utilità è ospitare vagabondi e senza tetto che l’hanno eletta a dimora per l’inverno. L’edificio principale è maestoso, tre piani e decine di stanze, soffitti alti e volte suggestive. Ma camminarci è impossibile: a terra un tappeto fatto di escrementi di piccioni, calcinacci e vetri rotti, dai muri pendono lunghe ragnatele e muffa. Lo scalone che porta al primo piano finisce con un mucchio di scartoffie, tra cui spuntano i documenti relativi a una sanatoria degli anni scorsi per gli extracomunitari. Al secondo si è accolti da tre damigiane vuote e ribaltate sul pavimento. E a vedere il giardino nascosto che si svela sul retro dell’edificio principale il rammarico aumenta per ciò che potrebbe essere ricavato nei 70mila metri quadrati complessivi dell’area che va da via Abbondanza a vicolo Buffalari, proprio a due passi dal centro storico.
Tutti ragionamenti che interessano poco al nuovo “inquilino” dell’appartamento dell’ex custode: chi l’ha occupata si accontenta di un materasso buttato per terra, qualche candela e un giornaletto per soli adulti. Bottiglie vuote, calcinacci e sporcizia non mancano, ma è sempre meglio del rigido inverno piacentino. Sperando che la polizia non torni presto.

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