Pestaggio in carcere, nominato un medico legale

16 Marzo 2013

Una perizia medico legale per stabilire se le lesioni riportate in carcere da un detenuto nell’estate del 2011 avrebbero potuto essere mortali. Lo ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari all’udienza per la vicenda giudiziaria che vede coinvolti un agente di polizia penitenziaria e due carcerati stranieri accusati di tentato omicidio. Secondo l’accusa, un marocchino e un peruviano avrebbero selvaggiamente pestato un altro detenuto e una guardia non avrebbe impedito l’aggressione, per questo è accusato dello stesso reato in concorso con i due. L’agente è difeso dagli avvocati Benedetto Ricciardi e Luigi Alibrandi e ha sempre negato l’accusa.  “L’aggressione è stata un fatto subitaneo a cui lui non ha assolutamente partecipato” avevano riferito i suoi legali. Anche i due altri imputati, difesi dagli avvocati Wally Salvagnini e Piero Spalla, contestano l’accusa.
Il detenuto genovese parte lesa nel procedimento è difeso dall’avvocato Paolo Cattadori e si è costituito parte civile. Il fatto era avvenuto nel luglio del 2011. Nell’immediatezza erano stati indagati per lesioni aggravate due detenuti: un peruviano di 23 anni (già condannato per tentato omicidio per la sparatoria conclusasi con un ferito grave avvenuta due anni fa in via Corneliana) e un marocchino di 36 anni. Molto importanti ai fini delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Ornella Chicca, sono stati i filmati delle videocamere a circuito interno della casa circondariale che hanno ripreso frammenti dell’agguato consentendo agli investigatori di ricostruire l’intera azione.

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