Pertite: il mondo della cultura sposa “il polmone verde”

28 Marzo 2013

Anche il mondo della cultura, dell’editoria, dell’arte e della musica piacentina, scende in campo e sposa la causa di quei 30mila piacentini che chiedono di utilizzare l’area della Pertite per la realizzazione di un parco pubblico a servizio della città. La presidente di Editoriale Libertà Donatella Ronconi, lo scrittore Gabriele Dadati, l’artista Giorgio Milani e il cantante Daniele Ronda si sono dati appuntamento al Museo della Stampa di Libertà per confermare l’appoggio al progetto.

“Un polmone verde è la ricchezza più grande di cui una città dispone – ha sottolineato l’editore Donatella Ronconi -. Piacenza è stata invasa dalle costruzioni e proprio questo abuso potrebbe essere all’origine della grave crisi che l’edilizia sta attraversando. Libertà e Telelibertà sposano questa causa – ha proseguito l’editore – perché non possiamo perdere quest’occasione, il progetto deve diventare un desiderio esaudito per il bene dei cittadini”.

A parlare è anche Maria Pia Romano del comitato Pertite: “Dopo anni di cementificazione bisogna cambiare strategia. Il parco della Pertite rappresenta la vera riqualificazione urbana per una città priva di parchi e altamente inquinata. La Pertite rimane l’ultimo polmone verde da salvaguardare all’interno della città, dobbiamo difenderla dalla speculazione dell’edilizia. La variante sarebbe l’unico atto amministrativo veloce ed efficace per iniziare la procedura di trasformazione dell’area militare in parco pubblico a differenza del Psc che prevede un lunghissimo iter”.

Stefano Pareti, già sindaco di Piacenza, ha ringraziato i rappresentanti del mondo della cultura piacentina ricordando che lo stesso Paolo Dosi aveva firmato per una variante immediata quando ancora non era sindaco.

Nelle parole dell’artista Giorgio Milani l’invito a chi può avere interessi speculativi a “volgere lo sguardo verso un business molto più grande: a New York, nella zona intorno a Central Park, il valore delle aeree è aumentato in maniera esponenziale. E poi, chi può dirsi contrario a un parco?”

Il cantautore Daniele Ronda è esplicito: “Non pensavo ci fosse bisogno di un incontro per ribadire quello già espresso da 30mila persone. Il parco è un simbolo. Prima di tutto è un polmone per la città e poi è meraviglioso pensare che un’area militare diventi area di gioco”.

Gabriele Dadati: “Sono scrittore, mi occupo di libri e cito “Sotto i cieli d’Italia” di Giulio Mozzi: dagli errori urbanistici non si torna indietro, sono irreversibili”.

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