Consumo di vino in picchiata, crolla il “rosso da pasto”: – 40% in dieci anni

06 Aprile 2013

Il vino da tavola è in crisi, sta quasi scomparendo dalla quotidianità dei piacentini, sostituito, solo parzialmente dal vino in bottiglia, di qualità superiore ma destinato soprattutto ai momenti “ludici”. A proclamare il calo di popolarità del nettare di Bacco è stata una ricerca condotta da Coldiretti che ha evidenziato che i consumi nazionali sono crollati del 22% negli ultimi 10 anni, scendendo sotto i 40 litri all’anno per persona, il minimo storico registrato dall’unità d’Italia. Un dato che trova conferma nel quadro piacentino: “Hanno contribuito la crisi economica ma soprattutto il cambio di abitudini che relega il vino ai momenti di festa – ha spiegato Roberto Miravalle, presidente del Consorzio Vini Doc provinciale –. A Piacenza i consumatori di vino da “pasto” sono diminuiti del 40% in dieci anni, la produzione non è crollata grazie alla vicinanza con il grande mercato milanese”. Le 400 cantine locali stanno guardando con più interesse le opportunità di vendita oltre i confini italiani: “Nel 2011 è stato esportato il 5% del vino piacentino, quest’anno la cifra è salita al 6,5% ma le piccole medie aziende stanno trattando numerosi contratti con i mercati stranieri e i benefici si vedranno nel giro di un paio d’anni” ha concluso Miravalle. Il vino rosso è il più richiesto all’estero: nel mirino dei produttori vitivinicoli piacentini, oltre alla consueta Europa, c’è soprattutto il mercato cinese, e le cantine stanno iniziando a portare il “made in Piacenza” anche in Russia, Giappone e Brasile.

La stessa tendenza a non concedersi alcolici tra le mura domestiche è stata registrata anche per la birra: uno studio condotto dalla Fipe ha evidenziato che in Italia il consumo della bevanda è in aumento nei pubblici esercizi, come bar e ristoranti, ma che la “bionda” non viene accompagnata ai pasti casalinghi.

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