“Ero schiavo delle macchinette”, in esclusiva la storia di Matteo

09 Aprile 2013

immagine di repertorio

La perdita più grande è quella degli affetti, quando ti accorgi che tutti coloro che hanno ricoperto un ruolo importante nella tua vita oggi non sono più al tuo fianco. Allontanati dalle tue bugie. Matteo, nome di fantasia per motivi di privacy, è un ex giocatore d’azzardo, la sua è una storia di dipendenza e di distruzione, che ha scelto di raccontare ai nostri microfoni. Schiavo delle macchinette, dei videogiochi, delle slot on line, delle sale giochi. Un ventaglio di tentazioni che fino a due anni fa lo hanno portato a spendere e a perdere fino a 1000 euro in un solo giorno, ma soprattutto a perdere gli amici e i colleghi.

Il recente delitto di Castelsangiovanni, dove una 48enne è arrivata a uccidere la propria madre adottiva spinta dal bisogno di soldi con cui giocare alle macchinette, ha messo più che mai in luce questo allarme sociale. Oggi, storie come quella di Matteo purtroppo sono in continuo aumento, a Piacenza se ne sta occupando il Sert di Cortemaggiore. Matteo da oltre un anno e mezzo non gioca, ma è lui stesso ad ammettere di non avere la certezza di esserne fuori: troppe le occasioni, con il continuo proliferare di casinò.

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