Tomba di Scalabrini profanata: il colpo in pausa pranzo o di notte

13 Aprile 2013

La profanazione della tomba di Scalabrini custodita all’interno della Cattedrale di Piacenza sarebbe avvenuta nella giornata di ieri,  probabilmente i malviventi hanno agito nel pomeriggio durante l’orario di chiusura del Duomo dalle 12 alle 16. A confermarlo ci sarebbe la testimonianza di una signora che ieri, intorno alle 18, avrebbe notato che  dalle mani del Beato Scalabrini mancava l’anello, ma non ha accennato all’assenza del calice (una riproduzione ottocentesca dell’originale) né della corona d’oro e della croce pettorale. Difficile però pensare che la banda abbia agito quando la chiesa era aperta ai fedeli. L’altra ipotesi è che il colpo sia avvenuto di notte: le porte d’ingresso non mostrano segni di effrazione quindi i malintenzionati sarebbero entrati di giorno e avrebbero atteso, in un luogo nascosto, la chiusura della basilica per poi agire con tutta calma durante la notte.

La profanazione della tomba sarebbe avvenuta per mano di esperti e certamente da più di una persona: la pesantissima urna è stata sollevata con accortezza e le reliquie sono state estratte senza lasciare segni evidenti sulla teca. Oggi pomeriggio, durante il sopralluogo della polizia, ci sono voluti ben 10 agenti per aprire la teca. “Si tratta di un evento doloroso, le reliquie non sono particolarmente preziose ma per noi fedeli avevano un valore affettivo profondo”  ha raccontato suor Lina Guzzo che questa mattina si è accorta che i pilastrini accanto all’urna erano danneggiati e ha lanciato l’allarme.

L’urna contenente i resti del Beato Scalabrini è stata spostata nella sacrestia del Duomo, in attesa di essere restaurata. Resta da capire chi avesse interesse a compiere con tanta accortezza un simile furto, dato che le reliquie sottratte hanno un valore più simbolico che commerciale. Gli agenti e la polizia scientifica hanno lasciato il Duomo,  il dirigente della Squadra Mobile, Filippo Sordi ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

AGGIORNAMENTO DELLE 16.00 – TOMBA DI SCALABRINI PROFANATA : UNA FOTO POTREBBE SVELARE IL MISTERO
 La polizia sta ascoltando la testimonianza di una maestra di una scuola elementare della città che ieri pomeriggio ha accompagnato una scolaresca in visita alla teca del Beato. Gli alunni hanno scattato alcune foto che potrebbero chiarire se il furto delle reliquie, poste sul corpo di Monsignor Scalabrini, è avvenuto nella notte o nei giorni precedenti. L’unica certezza è che la profanazione è stata scoperta questa mattina dalla Madre provinciale delle scalabriniane, suor Lina Guzzo: la teca apparentemente non mostrava alcun segno di effrazione. I malviventi probabilmente hanno sollevato la teca, con l’ausilio di un supporto, e si sono impossessati degli arredi e gioielli sacri.

Il furto delle reliquie sembrerebbe essere un vero e proprio mistero, tanto che il sopralluogo degli agenti di polizia è ancora in corso e sulle porte del Duomo sono stati attaccati dei biglietti, per avvisare i fedeli che la basilica aprirà le porte in ritardo.
Tutto chiuso dunque, e all’interno del Duomo si sta tentando di capire come è possibile che una urna pesantissima, quasi interamente sigillata con il silicone tranne che per un piccolo tratto, sia stata sollevata.

NOTIZIA DELLE 14.30 – FURTO IN DUOMO, RUBATE DALLA TOMBA LE RELIQUIE DI SCALABRINI
Dalla cattedrale di Piacenza sono spariti dalla tomba che custodisce le reliquie di monsignor Scalabrini: due calici, un anello e un rosario. Il furto è stato scoperto questa mattina e gli agenti della volante della questura sono intervenuti sul posto per un sopralluogo. Secondo una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che gli arredi sacri, dal valore di circa 4.000 euro, siano stati sottratti dalla teca che i malviventi sono riusciti a forzare.Sono in corso in questi istanti gli accertamenti degli agenti della polizia attorno alla teca del beato monsignor Scalabrini: le reliquie, sarebbero state sottratte dalla tomba del beato, accanto alla quale sono stati posti i sigilli della polizia.

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