Piacenza

Scalabrini: isolate alcune impronte. Il parroco: “Maggior vigilanza”

14 aprile 2013

Proseguono le indagini della polizia di Piacenza per far luce sulla misteriosa profanazione della tomba di Monsignor Giovanni Battista Scalabrini, situata nel transetto destro della Cattedrale di Piacenza e dalla quale sono state sottratte quattro sacro reliquie, probabilmente nel pomeriggio di venerdì scorso. I rilievi effettuati ieri pomeriggio dalla polizia scientifica avrebbero isolato alcune impronte all’interno della teca che potrebbero rivelarsi decisive, ma a stabilirlo saranno solo ulteriori accertamenti. “Siamo molto rattristati e addolorati, probabilmente il furto è avvenuto venerdì pomeriggio scorso, tra mezzogiorno e le sedici – ha spiegato Monsignor Anselmo Galvani, parroco del Duomo – abbiamo necessità di una vigilanza più consona all’ambiente; lancio un appello a tutta la cittadinanza, la cattedrale è un bene di tutti i piacentini, chi ha la possibilità di offrire il proprio aiuto, non solo economico ma anche di presenza, è ben accetto”.

Il Duomo è provvisto solo in parte di sistemi di allarme e le spese per mettere sotto sorveglianza tutta l’area troppo onerose: “I furti di elemosina sono quasi all’ordine del giorno ma un fatto così grave non l’avremmo mai immaginato – ha proseguito Monsignor Galvani – abbiamo bisogno anche del sostegno degli enti. In cinquantuno anni che sono qui non era mai accaduto nulla di simile”- ha commentato amaramente Don Domenico Ponzini che ieri pomeriggio si è recato in Duomo per vedere con i propri occhi cos’era accaduto. Tra i presenti c’era anche Cesare Risi, che si era occupato del restauro dell’urna di Giovanni Battista Scalabrini, avvenuta nel 2005, in concomitanza con le celebrazioni per il centenario della morte del Beato.

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