“Drunkoressia”, digiunare per assumere alcol. Un disturbo in crescita

20 Aprile 2013

Astenersi dal cibo per risparmiare calorie da dedicare agli alcolici. È l’estrema sintesi di un temibile fenomeno in crescita definito giornalisticamente “drunkoressia”, dall’unione del termine inglese drunk ovvero ubriaco e anoressia, mancanza di appetito. Secondo il ministero della Salute in Italia i casi sono oltre 300mila. Anche a Piacenza si studia il pericoloso comportamento che si inserisce nei disordini alimentari collegabili ad anoressia e bulimia come ad esempio l’ortoressia (insistenza nell’assumere cibi biologici), la pregoressia (donne in gravidanza che non vogliono ingrassare) e l’anoressia atletica (eccesso di attività fisica).

Il comportamento patologico della drunkoressia è messo in atto prevalentemente da adolescenti, nell’80% dei casi donne che, soprattutto nel fine settimana, evitano il cibo per lasciare spazio agli alcolici particolarmente calorici. “L’alcol, soprattutto assunto a stomaco vuoto, disinibisce chi ha problemi relazionali con i pari – spiega Mara Negrati, direttore dell’unità operativa Nutrizione clinica dell’ospedale di Piacenza – ma i danni collaterali sono importanti, si va dalle difficoltà di concentrazione a gravi problemi al fegato come la cirrosi epatica fino al tumore”. L’esperta ricorda anche l’allarme lanciato dall’Efsa, l’Autorità alimentare europea per l’abuso delle bevande energetiche, i cosiddetti energy drink: “Il problema è legato al quantitativo di caffeina, eccessivo per la capacità di assorbimento da parte dei ragazzi, che può provocare problemi di salute tra i quali la tachicardia. Questi prodotti non devono essere assunti dai minori”.

L’unità operativa di Nutrizione clinica dell’ospedale di Piacenza lo scorso anno ha avuto in cura 180 pazienti. Nei primi 3 mesi del 2013 i nuovi casi sono già 36.

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