Scalabrini, il 2 maggio veglia riparatrice in Duomo. “Ricompreremo le reliquie”

22 Aprile 2013

Gli esiti dei risultati delle analisi effettuate dalla polizia scientifica non sono ancora arrivati e, per il momento, la profanazione della tomba di Gian Battista Scalabrini resta un mistero: sulla teca del beato, probabilmente manomessa con un flessibile nella giornata di venerdì 13 aprile, erano state rinvenute alcune impronte, ancora al vaglio degli investigatori. Il furto delle reliquie (una croce pettorale, un rosario, un calice e l’anello) ha profondamente scosso la Chiesa piacentina: “In questi giorni si stanno eseguendo i restauri alla teca del beato per renderla più sicura, poi saranno effettuati anche dei ritocchi al corpo che è stato lievemente danneggiato – ha raccontato Suor Lina Guzzo, Madre superiora provinciale delle Scalabriniane –; invitiamo tutti i fedeli e i cittadini a partecipare alla veglia riparatrice che si terrà il 2 maggio, alle ore 21, in Duomo, presieduta dal vescovo Gianni Ambrosio; il nostro desiderio è che per quella data l’urna del Beato possa tornare ad essere esposta in Duomo”. Una volta terminati i lavori di riparazione, la teca contenente il corpo di Scalabrini sarà nuovamente sigillata e depositata nel transetto destro della cattedrale. “Ricompreremo le reliquie che accompagnavano la salma del Beato anche se la speranza di riavere i suoi oggetti è ancora viva – ha aggiunto Suor Lina Guzzo –, vogliamo che tutto sia pronto per il 1° giugno quando ricorrerà l’anniversario della beatificazione di Scalabrini”.

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