Liti tra gli eredi di Verdi: villa Sant’Agata potrebbe finire all’asta

02 Maggio 2013

Nell’anno del bicentenario verdiano, la storica dimora del Cigno di Busseto a Sant’Agata di Villanova potrebbe finire all’asta. Le sorti della villa, vincolata dalla Soprintendenza, sono da un anno e mezzo nelle mani di un gruppo di periti del Tribunale di Parma, i quali sono stati incaricati di quantificare l’immenso patrimonio appartenuto al Maestro e di procedere alla messa in vendita del “tesoro”, se non sarà trovato un accordo tra i quattro fratelli Carrara-Verdi, Angiolo, Emanuela, Maria Mercedes e Lodovica. Tra le mura di una delle dimore più amate da Giuseppe Verdi e dalla sua Giuseppina Strepponi, si sta consumando l’ultimo devastante capitolo di una saga familiare che va avanti da dodici anni. Gelosie e recriminazioni tra i quattro fratelli erano affiorate per la prima volta nel 2001, alla morte del notaio Alberto Carrara-Verdi, discendente del Cigno e padre dei quattro eredi, divisi oggi in due “fazioni”: da una parte, Angiolo e Maria Mercedes hanno sempre sostenuto l’esistenza di un testamento che assegnerebbe al solo Angiolo la parte disponibile dell’eredità; dall’altra, invece, Lodovica ed Emanuela sostengono che non vi sia alcun testamento a provare l’eredità affidata ad Angiolo e avrebbero voluto creare una fondazione per gestire l’intera villa come un museo. Da qui, è partita una pioggia di ricorsi, spese legali a più zeri e liti accese, finite anche davanti al giudice di pace e culminate nell’annuncio di due funerali distinti alla morte della madre, Rossana Malinverni, nel 2010. E che, in assenza di un accordo di pace, potrebbe finire con la decisione del Tribunale di mettere tutto il patrimonio milionario in vendita.

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