Combattere la mafia in Emilia, il giornalista Tizian: “Denunciare e informarsi”

04 Maggio 2013

Esistono persone per le quali un solo giorno ha determinato l’intera esistenza: per il criminologo e giornalista Giovanni Tizian, classe 1982, la data è quella della sera del 23 ottobre 1989, quando il padre Peppe fu vittima di un agguato mafioso.
La storia di Tizian, invitato dall’associazione “Libera” all’auditorium Sant’Ilario per presentare il suo ultimo libro, “La nostra guerra non è mai finita”, è partita da lì, da un lutto che portò la famiglia a fuggire da Locri (Reggio Calabria), in direzione di Modena e del più sicuro e rassicurante nord Italia: “Parlo della mia storia personale per raccontare un problema di tutti, la sofferenza di un paese intero e della poca memoria che lo affligge – ha raccontato Tizian.
Il viaggio da sud a nord che non ha colmato il bisogno di verità del bambino e del futuro scrittore, ne ha allontanato la mafia che nel frattempo è arrivata anche in Emilia Romagna.
“Piacenza è un territorio di confine con la Lombardia, regione scelta dalla ‘ndrangheta come seconda patria, una situazione che influenza anche questa provincia – ha spiegato il giornalista ai microfoni di Telelibertà – i settori più a rischio sono quelli legati all’edilizia e al mondo degli appalti anche se l’ultima frontiera è la gestione del gioco d’azzardo legale”. “Per contribuire, ognuno nel proprio piccolo, a smantellare il sistema basta limitarsi a fare correttamente il proprio dovere, denunciare situazioni illegali e informarsi” ha precisato il cronista.
Giovanni Tizian da anni indaga le attività illecite della sua terra d’adozione e mette nero su bianco i nomi che emergono dalle proprie inchieste: nel 2011 è uscito il suo primo libro, “Gotica ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”. Il volume non è passato inosservato, Tizian ha subito delle minacce e da oltre un anno vive sotto scorta, motivo che ha fatto slittare, più volte, l’appuntamento con la platea piacentina: “Non ho mai pensato di andare all’estero, già una volta ho dovuto lasciare un luogo che amavo – ha raccontato Tizian – qui ho il mio lavoro e i miei affetti, è bello cercare di essere utili per far diventare l’Italia un posto ancora più bello”.

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