Coldiretti chiede lo stato di emergenza. Rabboni: “A Piacenza 130mila euro”

06 Maggio 2013

Le associazioni agricole del territorio tornano a chiedere ufficialmente la dichiarazione dello stato di emergenza. La situazione non è facile e peggiora ad ogni giornata di pioggia: ogni vallata deve fare i conti con un’avanzata compromissione dei raccolti, con terreni agricoli franati e con un evidente ritardo anche nel trapianto delle piantine di pomodoro, l’ “oro rosso” di Piacenza. «Quest’anno è un disastro – commenta Luigi Bisi, presidente di Coldiretti – tutta l’area della Bassa fino a Carpaneto e Fiorenzuola sta subendo un danno importante su tutte le coltivazioni. Buona parte del grano è già stata compromessa, almeno il cinquanta per cento del mais non è ancora stato seminato. Questo significa che procederemo alla raccolta con un mese di ritardo, a fine settembre anziché a fine agosto, e sarà necessario irrigare un mese in più, con aumento dei costi. Nelle viti i nostri agricoltori non riescono ad entrare a causa delle piogge continue, rendendo impossibile la corretta somministrazione dei trattamenti fitosanitari. La pianura è pesantemente colpita dalle piogge, l’Appennino è in ginocchio per le frane». E proprio per fare fronte alle emergenze della montagna la giunta regionale ha stanziato 800mila euro. A Piacenza, il contributo previsto sarà di circa 130mila euro. «Si potranno così finanziare i primi interventi necessari per contrastare i fenomeni di erosione e di dissesto – commenta l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – e gli interventi di manutenzione straordinaria delle opere pubbliche di bonifica».

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