Minaccia la madre per avere i soldi per giocare, condanna a due anni e sei mesi

18 Maggio 2013

Due anni e sei mesi al piacentino che ha più volte minacciato l’anziana madre pretendendo consistenti somme di denaro per giocare ai videogiochi. La vicenda risale al 2010 e l’uomo, che oggi ha 28 anni, era stato rinviato a giudizio per estorsione, violenza privata e sequestro di persona. La madre, che ha 78 anni, era stata costretta a consegnare in più occasioni diverse somme di denaro, si parla di migliaia di euro, al figlio. La vicenda aveva avuto inizio nel novembre del 2009. In quel periodo l’allora 25enne avrebbe incominciato a prendere di mira la madre adottiva, una piacentina di 75 anni, pretendendo in un’occasione mille euro e in un’altra millecinquecento euro, per poter soddisfare il suo vizio del gioco. Il giovane, in quel periodo senza lavoro, avrebbe preteso dall’anziana un vero e proprio stipendio mensile per soddisfare i propri fabbisogni, in particolare quelli del gioco. Ieri ha patteggiato due anni e sei mesi davanti al giudice per l’udienza preliminare Gianandrea Bussi. Non è la prima volta purtroppo che la Procura si occupa di vicende legate all’uso smodato delle cosiddette “macchinette” per videogiochi. Il caso più eclatante risale al febbraio scorso quando una novantenne di Castelsangiovanni è stata soffocata di notte nel suo letto. A finire in carcere per l’omicidio è stata la figlia 48enne della donna. Alla base del delitto ci sarebbe stato il bisogno costante di denaro che la figlia dell’anziana aveva a causa della sua dipendenza dal gioco. La 48enne alle 9 e 30 del mattino, poche ore dopo aver ucciso, aveva venduto la collanina d’oro strappata alla madre.

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