Strasburgo conferma la condanna: “Alle Novate c’è stato un trattamento inumano”

27 Maggio 2013

E’ arrivata da Strasburgo una sentenza di condanna che riguarda l’Italia in generale, Piacenza e Busto Arsizio in particolare. Sul banco degli imputati c’era il sistema carcerario italiano che secondo i giudici della Corte europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo ha “violato i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di tre metri quadrati a testa”, almeno tra il 2009 e il 2010 sette uomini detenuti nelle carceri di Piacenza e Busto hanno subìto un trattamento che, si legge nella sentenza, viene definito “inumano e degradante”. La Corte europea ha quindi rigettato il ricorso dell’Italia. Sullo sfondo, l’ampliamento della casa Circondariale delle Novate con il nuovo padiglione capace di contenere 200 detenuti che, secondo il cronoprogramma esposto e stando a quanto dichiarato in occasione della posa della prima pietra dall’allora ministro di Grazie e Giustizia Angelino Alfano, doveva esser consegnato a giugno 2013. Ma il taglio del nastro non sembra proprio in vista. Tutt’altro. Se questa sentenza possa dare una “spinta” ai lavori, lo abbiamo chiesto alla direttrice del carcere piacentino, Caterina Zurlo. “Non posso e non voglio commentare la sentenza di Strasburgo – si limita a dire la direttrice – sarà il nostro dipartimento in sede centrale a prendere posizione”.

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