Festival Resistenze, Giulio Cavalli: “La parola contro la criminalità organizzata”

01 Giugno 2013

“La parola funziona ancora contro la criminalità organizzata”. Ne è convinto Giulio Cavalli, attore e autore teatrale che è approdato a Palazzo Farnese nell’ambito del Festival delle Nuove Resistenze insieme a Daniele Sanzone e Ciro Corona: a motivarlo è un’esperienza di teatro civile che lo ha fatto finire nel mirino delle associazioni mafiose al punto da essere messo sotto scorta. “Io sono sotto scorta da sette anni, mi sono abituato – ha spiegato -,  nel momento in cui accetti di avere paura la mafia ha vinto. Io invece credo che il teatro possa ancora essere un veicolo di alfabetizzazione per provare a raccontare quali siano davvero le priorità”.

Franco La Torre: “Mio padre era un esempio di buona politica” – “Se le mafie possono continuare ad operare è perché sono espressione di un pezzo della classe dirigente”. Parla chiaro Franco La Torre, figlio Pio La Torre, il politico che per primo propose il reato di associazione mafiosa e che per il suo impegno venne ucciso proprio in un attentato: “In un momento del genere mio padre è stato un esempio di buona politica” – ha spiegato La Torre, ospite a Palazzo Farnese del Festival delle Nuove Resistenze – viviamo in un Paese che ancora parla di infiltrazioni mafiose quando in realtà la mafia è ben radicata e presente: ma avere la consapevolezza della malattia è il modo migliore per curarla. Le mafie possono continuare ad operare perché sono espressione di un pezzo della classe dirigente”.

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