I giovani non hanno fiducia nel futuro. La Regione fotografa la precarietà

03 Giugno 2013

Sono oltre 400 i giovani tra i 15 e i 34 anni che hanno preso parte all’indagine “La precarietà giovanile nei Comuni di Modena, Cesena e Piacenza”, presentata oggi a Bologna ed elaborata dall’università di Modena e Reggio Emilia su impulso del Comune di Modena e in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il coinvolgimento dei Comuni di Cesena e di Piacenza.

I dati, in sintesi, raccontano di una crisi di fiducia sempre più emergente tra i giovani. Se, infatti, l’81,6% degli intervistati vede oggi più rischi rispetto al passato recente, solo 44,9% ha più fiducia rispetto all’anno precedente: il che significa che il 36,7% vede più rischi e non ha più fiducia. Inoltre, la maggioranza dei rispondenti (43,7%) afferma che prendere decisioni oggi è più difficile rispetto a un anno fa.

Gli elementi di preoccupazione aumentano se si guarda il sesso degli intervistati (il 60,2% di ragazze dichiara di avere meno fiducia nel futuro di quanto non ne avesse un anno prima) e con l’avanzare dell’età (ha più fiducia il 76,6% degli under-20 e solo il 65,1% degli over-20).

I contesti sociali nei quali i giovani piacentini, modenesi e cesenati percepiscono più acutamente una condizione di precarietà sono il lavoro e la scuola, mentre il gruppo di amici, la famiglia e, con qualche ambiguità, il rapporto di coppia sono contesti percepiti come “rifugio”: la precarietà è associata al lavoro nel 65,5% dei casi, alla scuola per il 40,2% mentre agli amici nel 17,2%, alla famiglia nel 14,9% e alla coppia nel 33,2%.

Per quanto riguarda l’occupazione, la precarietà è principalmente connessa a difficoltà di accesso alle esperienze di lavoro (nessuno prende in considerazione le candidature presentate) anche se il 65,5% degli intervistati si aspetta precarietà a un anno e il 52,9% anche a 10 anni.

I progetti per i giovani e il nuovo bando regionale per i giovani.

Anche per quest’anno la Regione Emilia-Romagna conferma le risorse per sostenere i progetti degli Enti locali a favore dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni. Il nuovo bando, che sarà approvato dalla Giunta nei prossimi giorni, destina 400 mila euro agli Enti locali per attività aggregative, cittadinanza attiva, informazione e azioni propedeutiche al lavoro in tutte le province dell’Emilia-Romagna. In particolare, per quanto riguarda i territori oggetto di indagine, l’assessorato regionale Progetto giovani, grazie ai finanziamenti della L.R. 14/08, ha anche realizzato o sta realizzando una serie di azioni pilota.

A Cesena, ad esempio, si sta consolidando la rete degli spazi di aggregazione giovanile (“Bulirò”, “Garage”, “Spazio Libero” e Ex Pescheria di Montiano) e puntando su azioni mirate al lavoro grazie al CesenaLab, un incubatore d’impresa nato con l’intento di sfruttare le opportunità del digitale per creare nuove imprese in team.

A Piacenza, invece, sta nascendo una nuova “Cittadella della creatività giovanile” per la promozione dell’imprenditoria giovanile in settori non prettamente tecnologici (arte, cultura, educazione o turismo), per l’orientamento, l’aggregazione giovanile di gruppi e per iniziative, eventi artistici e culturali.

Infine, il Comune di Modena ha avviato più progetti per favorire l’avvicinamento dei giovani al mondo del lavoro attraverso workshop, tirocini formativi nelle aziende, supporto all’imprenditorialità e alla creazione d’impresa, partendo dai luoghi di aggregazione dei ragazzi.

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