Addio a Luca: “Ciao piccolo angelo, riposa in pace”. Nell’abitacolo 60°

05 Giugno 2013

Piacenza è sotto choc per la morte di Luca, il bimbo di soli due anni morto per asfissia dopo essere stato lasciato in auto per 8 ore dal padre che ieri mattina si è dimenticato di portarlo al nido aziendale di Copra-Elior, la società di via Bresciani dove l’uomo lavora. “Ciao piccolo angelo, riposa in pace” è il messaggio comparso questa mattina davanti all’asilo che il piccolo frequentava, fiori e pupazzi sono stati posati sul cancello del parcheggio in cui ha perso la vita il bimbo.

La famiglia è distrutta, colleghi e amici provano a consolare l’uomo, ricoverato tutt’ora in ospedale per un malore avuto ieri, la moglie, i nonni e tutti coloro che erano innamorati del sorriso di questo sfortunato bambino, morto nella maniera più tragica e assurda.

Il presidente di Copra Guido Molinaroli è sconvolto: “Ci sentiamo tutti in colpa per quanto accaduto. Ieri siamo passati davanti a quella macchina molte volte ma nessuno di noi si è accorto di nulla. Il papà di Luca è una persona straordinaria, con una vita molto regolare, attento e preciso anche sul lavoro”. Molinaroli trattiene la commozione e racconta quei tragici momenti: “Abbiamo sentito le urla del collega mentre si precipitava giù per le scale, quando ci si è resi conto della tragedia che si era consumata c’è chi ha cercato di rianimare il bimbo con acqua e massaggio cardiaco ma ormai per il piccolo non c’era più nulla da fare”. Molinaroli ha aggiunto anche un dettaglio molto importante nella ricostruzione della vicenda. Luca veniva sempre portato all’asilo aziendale dal padre ma il bimbo alcune settimane fa si era ammalato e ieri sarebbe stato il primo giorno di rientro.

Dal suo profilo Facebook il sindaco Paolo Dosi ha dedicato un pensiero al piccolo Luca e ai suoi cari: “Quando il dolore è troppo forte è il silenzio a parlare. Una carezza al bambino, un abbraccio al padre e alla madre”. E proprio sul social network si è scatenato un grande dibattito su cause e responsabilità di quanto accaduto: tra i piacentini, anche per strada, oggi non si parla d’altro, anche perchè la notizia ha fatto il giro d’Italia ed è presente su tutti i giornali e le televisioni.

Le cause della morte verranno accertate durante l’autopsia che si terrà venerdì ma, secondo il primario del reparto di Pediatria dell’ospedale di Piacenza Giacomo Biasucci, si può ipotizzare che ad uccidere Luca sia stato il calore e quindi la disidratazione. Pare dai primi accertamenti che la temperatura nell’abitacolo abbia raggiunto addirittura i 60 gradi e che il corpicino del bimbo al momento del ritrovamento ne segnasse 40.

La giustizia, come sempre in questi casi, deve fare il suo corso: i carabinieri hanno già ascoltato diverse persone, in particolare i colleghi del padre di Luca, indagato dalla Procura della Repubblica per omicidio colposo. Secondo Elisa Tassone psicologa piacentina, l’uomo non avrebbe colpe. Tragedie come questa possono toccare qualsiasi persona anche la più “normale” e senza problemi. Il cervello va in tilt o è convinto di aver compiuto un’azione di “routine” quando in realtà non l’ha fatta.

I funerali dovrebbero tenersi nella giornata di sabato.

Sono quattro i casi recenti di genitori che si sono dimenticati i figli piccoli in auto provocandone la morte: nel 1998 a Catania Andrea viene lasciato in auto dal padre nel parcheggio dello stabilimento dell’azienda dove lavora; nel 2008 a Merate (Lecco), Maria, due anni, viene dimenticata in auto dalla mamma che avrebbe dovuto portarla dalla baby sitter. Nel 2011 a Teramo, Elena, 22 mesi, è dimentica in auto dal padre. Solamente cinque giorni dopo, a Passignano sul Trasimeno (Perugia), è il papà di Jacopo, 11 mesi, a dimenticare il bimbo in auto.

All’indomani della tragedia del piccolo Luca diverse segnalazioni sono arrivate alla nostra redazione per chiedere di rendere obbligatoria la telefonata degli asili alle famiglie dei bambini che non vengono portati a scuola. Intanto per evitare che il dramma si possa ripetere, il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Rocco Girlanda chiede all’Unione Europea “nuove misure di sicurezza per le auto: “Ritengo assolutamente necessario dotare le auto di sistemi di aggancio come gli Isofix per i seggiolini da bambini, in grado di sfruttare tramite i loro ancoraggi alcuni collegamenti diretti tra i seggiolini e il corpo della vettura, e contemporaneamente di esigere che siano abbinati a un sistema di segnalazione acustico e visivo che rilevi la presenza del piccolo sul seggiolino stesso”. Il Codacons chiede oggi alle case costruttrici di automobili di dotare le vetture di un apposito avvisatore acustico in grado di evitare altre morti simili. Oggi, nelle auto moderne, ci sono avvisi acustici per ogni cosa possibile ed immaginabile – spiega l’associazione – Se dimentichi di indossare la cintura, se lasci accese le luci, se dimentichi una portiera aperta, se parti con il freno a mano tirato, se vai in riserva con il carburante, se quando posteggi ti stai avvicinando troppo agli altri veicoli, etc etc. “Purtroppo questa nostra proposta, avanzata già nel maggio del 2011, all’indomani della morte di un bambino di 11 mesi deceduto a Passignano sul Trasimeno dopo essere stato lasciato nell’auto del padre, non è stata ancora accolta dalle case automobilistiche”. L’ospedale pediatrico Meyer di Firenze sta preparando una campagna di sensibilizzazione sull’argomento. Alcuni accorgimenti utili – secondo gli esperti – sono quelli di mettere sullo screen saver del pc dove si lavora la scritta “Hai accompagnato il tuo bambino a scuola?”, oppure posare sul sedile accanto a quello del guidatore un oggetto che ricordi il figlio, fino ad arrivare a degli allarmi sul sedile in cui sta seduto il piccolo, che suonano se si chiude la portiera dell’auto con il bimbo ancora dentro”

IL COMUNICATO DEL SOTTOSEGRETARIO GIRLANDA

© Copyright 2021 Editoriale Libertà