Legge elettorale regionale; Pollastri: “Si elimini il listino bloccato”

15 Giugno 2013

“Occorre eliminare tutte quelle storture che nelle leggi elettorali, nazionali come regionali, allontanano i cittadini dai propri rappresentanti, e che mantengono forme di nomina dall’alto che portano a chiudere la politica in un recinto chiuso, provocando la disaffezione degli elettori”. E’ questo il motivo, sottolineato da Andrea Pollastri, per cui il gruppo consigliare regionale del Popolo della Libertà ha presentato in questi giorni una proposta di legge volta ad eliminare dalla Legge Elettorale attualmente in vigore in Emilia-Romagna il listino bloccato dei candidati.

A presentarla pubblicamente sono stati questa mattina, nel corso di un affollato e partecipato incontro, i consiglieri regionali del Popolo della Libertà, Andrea Pollastri e Fabio Filippi. Il progetto di legge, costituito da un unico articolo, mira ad abolire la lista regionale collegata a ciascun candidato Presidente, con la quale sono eletti con sistema maggioritario un quinto dei consiglieri assegnati alla regione, il cosidetto “listino del Presidente”. Dalla sua approvazione deriverebbe che i 49 consiglieri regionali (escluso il Presidente) verrebbero eletti con criterio proporzionale sulla base delle liste circoscrizionali, che coincidono con i territori provinciali e tramite le preferenze.

“E’ un messaggio, quello che vogliamo dare – ha sottolineato Filippi, Vicepresidente della Commissione Bilancio della Regione Emilia-Romagna – in un momento in cui a livello nazionale si parla da tempo dell’abolizione del porcellum, ma ad ora non si è ancora arrivati a un suo superamento. Personalmente sono stato eletto grazie a 9.000 preferenze personali, e lo stesso è per Pollastri: non è più tollerabile avere persone che si ritrovano invece consiglieri regionali o parlamentari per nomina”. Filippi ha anche lanciato la proposta di un tetto alle spese elettorali, che non superi i 10.000 euro per candidato consigliere.
“L’auspicio – ha chiuso Pollastri – è che la Regione voglia accogliere in fretta questa nostra proposta. Con l’astensionismo in continuo aumento, interventi come questi servono a riavvicinare cittadini e politica, a meno che non si vogliano ancora mantenere anacronistiche rendite di posizione”.

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