Tragedia del Gran Zebrù, anche Carpaneto piange il giovane Matteo

24 Giugno 2013

Una foto di Matteo Miari in montagna

Anche Carpaneto piange Matteo Miari, la più giovane delle sei vittime della tragedia di ieri sul Gran Zebrù, tra i monti dell’Ortles, in Alto Adige, precipitate per cinquecento metri. La mamma del giovane infatti appartiene alla famiglia Montesissa, che ha forti legami con Carpaneto. “La sua montagna ha tradito Matteo” commenta Giuseppina Montesissa, zia del ragazzo, nella sua casa di Carpaneto, ricordando come il fratello gemello di Matteo, Lorenzo, frequenti la facoltà di ingegneria al Politecnico di Piacenza.
“Matteo era solare, sempre generoso e altruista – ricorda la zia – e chiunque avesse la fortuna di parlare con lui restava colpito dal suo grande amore per la montagna, davvero viscerale. Era come se la montagna per lui fosse una seconda casa, una seconda famiglia. Ho chiamato mia sorella, continua a dire che non avrebbe mai dovuto andar lasciare Matteo sul Gran Zebrù. Ma aveva preso 26 all’ultimo esame del terzo anno nella facoltà di Ingegneria dell’università di Parma, era contento, felice, voleva festeggiare con una bella escursione”.

Il giovane, residente a Parma in viale Repubblica, avrebbe compiuto 22 anni il 31 luglio.

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