Crollo del ponte: rigettate tutte le eccezioni sollevate dalla difesa

03 Luglio 2013


Tutte le eccezioni sollevate dalla difesa nella prima udienza relativa al crollo del ponte sul Po sono state respinte dal giudice Scalise del Tribunale di Lodi. La seconda udienza del dibattimento è durata circa un’ora.
Cinque i dirigenti Anas imputati con l’accusa di crollo e disastro colposo per il cedimento di una campata che il 30 aprile 2009 provocò l’interruzione del collegamento tra le due sponde del fiume e il ferimento di 4 persone delle quali due gravi. I difensori avevano avanzato eccezioni al comune di Piacenza e a quello di San Rocco per essersi costituiti parti civili per “lesioni colpose” nei confronti di uno dei feriti, alla difesa del ferito Antonio Rinaldi erano state contestate alcune formalità sui documenti. Contestata dai difensori anche la costituzione di parte civile di una società titolare di un negozio chiuso poco dopo il crollo del ponte per la mancanza di clienti. Secondo la difesa i due fatti non sono collegabili. Il giudice ha rigettato tutte le eccezioni e ha fissato tre nuove udienze per ascoltare i 15 testi del pm Anibaldi. La prima data è l’11 ottobre. Il processo si preannuncia molto lungo.

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