Rifiuti elettronici, Piacenza quinta in Regione. Freda: “Evitare canali paralleli di smaltimento”

08 Luglio 2013

L’Emilia-Romagna è la terza regione in Italia per raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (i Raee). Rifiuti molto speciali che hanno un forte impatto ambientale: sono ciò che rimane degli elettrodomestici, piccoli e grandi, e degli oggetti tecnologici che utilizziamo tutti i giorni, come pc e telefoni cellulari, dopo che hanno smesso di funzionare. La loro raccolta e recupero ha da tempo assunto un ruolo fondamentale per quanto riguarda la tutela dell’ambiente: trattandosi di rifiuti spesso pericolosi disperderli nell’ambiente o non trattarli opportunamente contribuirebbe a inquinare l’habitat e a porre a rischio la salute dei cittadini. Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: rappresentano materie importanti, e il loro recupero permette di riutilizzarli nei cicli produttivi.

«Fra gli obiettivi del Piano regionale di gestione dei rifiuti – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Riqualificazione urbana Sabrina Freda – c’è la prevenzione della produzione di Raee, promuovendone il reimpiego, il riciclo e le altre forme di recupero dei componenti degli apparecchi elettrici ed elettronici, evitando soprattutto i canali paralleli di smaltimento non controllati e poco attenti al rispetto dell’ambiente».

Il dossier presentato dal Centro Coordinamento Raee per l’anno 2012 evidenzia per la prima volta in cinque anni in Emilia-Romagna una contrazione dei volumi raccolti, in linea col dato medio italiano, condizionato anche dalla crisi (si comprano meno elettrodomestici) e dall’aumento dei prezzi delle materie prime che ha portato a una ricerca sempre più diffusa del riciclo di materiali speciali, in particolari metalli preziosi e leghe metalliche contenuti nei Raee, facendo sviluppare canali alternativi di smaltimento poco attenti agli impatti ambientali.

In ogni caso la regione si conferma la terza in Italia per quantitativi assoluti di Raee con quasi 23.194 tonnellate gestite dai Sistemi Collettivi, e un valore medio pro-capite di 5,34 kg per abitante, significativamente più alto della media nazionale, pari a 4 kg per abitante.

In particolare nel 2012 la provincia di Piacenza risulta la quinta della regione per quantitativi pro capite di Raee raccolti, con una media pro capite di 5,22 kg per abitante (il totale è di 1.485.970 kg, flessione del 19% rispetto al 2011). .

Tra i Comuni più virtuosi si segnalano Ottone (10,21 kg pro capite raccolti), Besenzone (8,64 kg pro capite), Piacenza (8,43 kg pro capite), Nibbiano (7,86 kg pro capite), Bobbio (7,37 kg pro capite) e Farini (7,13 kg pro capite).

IL DOSSIER SULLA RACCOLTA RAEE DELL’EMILIA ROMAGNA

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