La poetessa piacentina Nella Beltrametti premiata al Kolbe di Cuneo

09 Luglio 2013

“L’autrice sublima le vicende attuali con garbato pudore, coraggio nella fede e con sicura padronanza del verso”. Non è il primo premio in assoluto che viene consegnato nelle mani della poetessa piacentina Nella Beltrametti, ma di certo quest’ultimo riconoscimento accresce ulteriormente la sua portata di autrice e gratifica l’associazione di volontariato che da anni è al suo fianco nel coltivare la sua vena artistica: Auser Piacenza.
Accompagnata dal volontario Auser Gianluca Porcari, nei gironi scorsi la poetessa piacentina è stata insignita per la seconda volta nella sua carriera al premio letterario Massimiliano Kolbe a Savigliano (Cuneo) per la sua lirica “Eco dell’Anima”. La piacentina Beltrametti non è nuova a premi letterari: il suo libro “Oltre il dolore” aveva vinto, infatti, il secondo premio assoluto sempre al concorso dedicato al frate francescano conventuale polacco, proclamato santo da papa Giovanni Paolo II, passato alla storia per essersi offerto al posto di un padre di famiglia destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1941.

Il libro della piacentina Beltrametti “Oltre il dolore”, casa editrice Universum, è stato tradotto in varie lingue ed è diventando un caso letterario internazionale. Nei giorni scorsi, un altro riconoscimento per la poetessa piacentina da tempo accompagnata – e seguita – dall’Auser di Piacenza nelle sue produzioni letterarie anche attraverso l’appoggio dell’Università popolare Giuseppe Malvermi che fa capo all’associazione di via Musso. La giuria del premio Kolbe ha sottolineato il “garbato pudore” e il “coraggio nella fede” che la Beltrametti ha riversato nei versi della lirica “Eco dell’Anima”, rimarcando la “sicura padronanza del verso” che la poetessa esprime nella sua composizione. “Siamo molto fieri del lavoro di Nella e dei suoi premi – hanno commentato il presidente di Auser Piacenza Sergio Danese e la responsabile del Filo d’Argento Cesarina Armani – è la dimostrazione che le doti artistiche e creative non vanno in soffitta con la pensione, ma al contrario sono il momento in cui doti magari messe da parte o sopite possono riemergere grazie a una nuova interpretazione del tempo libero”.

 

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