Ospedale di Fiorenzuola, Lusenti: “Struttura a rischio”

25 Luglio 2013

Pomeriggio infuocato in Provincia per la conferenza socio-sanitaria sulla vicenda della chiusura dell’ospedale vecchio di Fiorenzuola per lavori di ristrutturazione. E’ scontro nelle istituzioni tra il presidente della Provincia Massimo Trespidi e l’assessore regionale Carlo Lusenti. Il primo contesta la metodologia che ha portato all’improvvisa decisione di chiusura; il secondo ribadisce l’urgenza dei lavori per la precarietà statica delle strutture.

Durante la conferenza sociosanitaria, il presidente della Provincia Trespidi ha dichiarato: “Siamo in un luogo istituzionale, come tale credo che si debba far prevalere l’interesse istituzionale del territorio. Voglio cominciare con una considerazione sul metodo utilizzato, che denota una superficialità e una mancanza di rispetto nei confronti della conferenza sociosanitaria, che è l’unico luogo dove si devono trattare i temi di interesse sociosanitari del territorio. Siamo stati tenuti all’oscuro del cantiere. Il 15 luglio ero in Regione con il sindaco di Piacenza Dosi a una riunione sul 118, di questo argomento non ne sapevamo nulla. L’ho saputo il 17 luglio dai media locali che riportavano un’intervista al sindaco di Fiorenzuola Compiani rilasciata il 16. Ho saputo che l’Ausl e la Regione ne erano al corrente dai primi mesi del 2013. Se poi entriamo nel merito della relazione tecnica, qui l’unica necessità riguarda il sottotetto dell’ospedale di Fiorenzuola con un intervento di un anno dal costo di 700.000 euro. A fronte di quest’esigenza mi chiedo perché Regione e Ausl parlino di un cantiere di anni da dieci milioni”.

Trespidi prosegue: “Avete dieci milioni da spendere per la sanità piacentina? Bene siamo noi a dirvi dove metterli. In quanto presidente della Provincia e presidente della conferenza sociosanitaria vi dico che non basta avvisare il sindaco di Fiorenzuola dei lavori, l’ospedale non è il suo. Il luogo deputato a prendere posizioni sul tema è quello che si riunisce adesso: propongo di fermare tutto, chiamare alla prossima riunione della conferenza il tecnico che ha fatto la perizia sull’ospedale. La mia impressione è che si possa sostenere un anno di cantiere al sottotetto per il costo di 700.000 euro spostando temporaneamente gli eventuali reparti da chiudere per i lavori, nell’ospedale nuovo di Fiorenzuola”.

Lusenti: “L’ospedale di Fiorenzuola rischia il crollo anche senza terremoto” – È la volta dell’assessore regionale Carlo Lusenti: “Le Regioni hanno avuto l’obbligo di fare una ricognizione su tutti gli ospedali in base ad una norma nazionale del 2008, mai finanziata e prorogata nella sua scadenza di anno in anno. Nel 2012 pur sapendo che nessuno avrebbe finanziato la ricognizione, abbiamo deciso in Emilia Romagna di fare comunque tutte le ricognizioni nell’interesse dei nostri cittadini con lavoro aggiuntivo e costi aggiuntivi che nessuno coprirà. Oggi noi abbiamo il quadro, nelle perizie vengono chiariti i rischi incombenti e quelli a lungo termine. L’ospedale di Fiorenzuola viene letto in maniera molto critica. Le istituzioni sono tre: conferenza, azienda Ausl e Regione. I tecnici non sono istituzioni. La relazione non è legata al rischio terremoto, ma all’attuale sicurezza statica oggi. Circa 1.500 pagine di relazione tecnica sostengono che la struttura presenta il rischio di collassi prematuri pregiudicando qualunque possibilità di resistere a sollecitazioni sismiche. Nell’immobile sono presenti murature che non erano state progettate come portanti ma che oggi svolgono quel ruolo. Il calcestruzzo è di bassa qualità. Ciò significa che al di là del sisma l’ospedale potrebbe non reggere comunque. I tecnici dicono questo, il resto lo decide qualcun’altro. La sicurezza di quella struttura è su queste spalle. Dobbiamo fare qualcosa e nel più breve tempo possibile”.

Lusenti prosegue: “Per compiere questo lavoro ci vogliono circa 12 milioni, due già nelle disponibilità dell’Ausl, i dieci che restano li mette tutti la Regione Emilia Romagna. Non ce li abbiamo di troppo, è uno sforzo eccezionale. Noi potremmo trincerarci dicendo che il piano non è finanziato, invece siamo pronti a metterceli noi. In quell’ospedale torneranno ad esserci tutti i servizi esistenti oggi e tutti quelli che saranno necessari in base alla programmazione locale. E i cittadini che oggi vanno a farsi curare a Fiorenzuola domani ci torneranno più volentieri per i professionisti che saranno capaci come prima e perché la struttura sarà certamente sicura. Bisogna intervenire il prima possibile, convivere con una situazione di rischio non è accettabile. Ci vuole un piano di riorganizzazione dei servizi per ricollocare quelli interessati dai lavori. È il direttore generale dell’Ausl a dover presentare un piano. Per avere dei tempi certi bisogna avere un progetto e dei lavori affidati. Certo si possono fare delle previsioni: alcuni servizi torneranno in funzione prima, altri dopo. Secondo le stime il tempo massimo per riavere l’ospedale a pieno regime è di 24 mesi. In due anni l’ospedale verrà restituito sicuro a Fiorenzuola. Se Trespidi è sicuro di volersi prendere a nome di sindaci, come presidente della Provincia, la responsabilità di utilizzare solo 700.000 euro, faccia pure. Mi sembra che gli unici a prendersi delle responsabilità siamo noi della Regione, gli altri mettono solo delle gran chiacchiere”.

Trespidi replica a Lusenti: “Vogliamo sentire i tecnici” – Immediata la replica di Trespidi a Lusenti: “Condivido che ognuno debba prendere le proprie responsabilità, questa conferenza se le è sempre prese, ma non esiste che voi prendiate le decisioni e noi le accettiamo. Se avevate in mano la relazione il 25 marzo perché non ci avete detto nulla? La relazione del tecnico non parla mai di abbattimento della struttura. Tutti abbiamo a cuore la sicurezza a Fiorenzuola, ma perché non ci avete avvertiti del problema il 25 marzo? Noi vogliamo sentire qui alla conferenza il parere dei tecnici che da quel che leggo nella relazione non esprimono la necessità di svuotare l’ospedale. Se i tecnici non vorranno venire ne prenderemo atto, diranno di no alla Provincia e a 48 sindaci desiderosi di affrontare il problema con efficacia ma a cose chiare. La nostra massima collaborazione c’è, ma dovete metterci nelle condizioni di capire e conoscere”.

Il direttore generale dell’Ausl Andrea Bianchi ha spiegato le motivazioni per cui non ha esposto il problema prima: “Una volta avuta la relazione di fine marzo, erano in corso valutazioni sulle possibili soluzioni per non creare allarmismi”.

Il sindaco Compiani ha invece affermato di essere stato informato un mese fa e di aver raggiunto già ieri un accordo in Regione. “C’è la disponibilità ad investire su Fiorenzuola, credo che il piano ora debba essere condiviso e partecipato per avere chiari gli assetti intermedi e definitivi dell’ospedale durante i lavori. Vogliamo essere protagonisti insieme ai nostri cittadini e sapere cosa succederà. A mio avviso bisogna cercare di trovare soluzioni che scongiurino la chiusura, contenere al massimo i disagi. Il presidente Errani ha detto che tre anni per i lavori sono troppi, la priorità sono le sale operatorie, puntiamo ad averle nuove nel 2014”.

La seduta è stata aggiornata al 2 agosto. “D’ora in poi – ha dichiarato Trespidi – gli incontri saranno pubblici”. Il trasferimento previsto inizialmente il 10 agosto, per ora è stato rinviato.

AGGIORNAMENTO DELLE 15.15
Protesta dei dipendenti davanti alla Provincia. “No alla chiusura dell’ospedale”. Cosi recita lo striscione dei dipendenti dell’Ausl di fronte alla sede della Provincia dove sta per avere inizio la conferenza sociosanitaria sui lavori al presidio ospediero della Valdarda. Il sindaco di Fiorenzuola Compiani ha chiarito alcuni punti ai microfoni di Teleliberta`: “La Regione per voce del presidente Errani ci ha assicurato tutte le risorse, dieci milioni, per il cantiere che durera’ due anni limitando al massimo i disagi. Per prima cosa interverremo sulle sale operatorie da inaugurare in sette mesi, con taglio del nastro nel 2014. Al termine dei lavori avremo un ospedale potenziato”.

Da questa mattina i fiorenzuolani si sono messi in coda per firmare la petizione contro la chiusura dell’ospedale vecchio. In poche decine di minuti sono state raccolte oltre 100 firme. La petizione era stata lanciata da Rifondazione comunista.

NOTIZIA DELLE 7
Ospedale di Fiorenzuola, il sindaco Compiani: “C’è l’accordo” – In merito all’annunciata chiusura del vecchio ospedale di Fiorenzuola, si è tenuto ieri a Bologna un vertice con l’assessore alla sanità Carlo Lusenti, il presidente della Regione Errani, il direttore generale Ausl Bianchi, il sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani, il vicesindaco Giuseppe Brusamonti. “Lascio all’assessore, che sarà a Piacenza per la Conferenza socio sanitaria (oggi alle 15 in Provincia), il compito di esporre i dettagli. Posso solo dire che abbiamo raggiunto un accordo”, è quanto ha dichiarato il sindaco Compiani. La Regione si sarebbe impegnata a pagare tutta la ristrutturazione (investendo 10 milioni) e a riaprire tutti i reparti al termine dei lavori.

I dettagli in edicola oggi con Libertà.

Sulla vicenda è intervenuto il sindacato FP Cisl con un comunicato:
Comunicato FP Cisl sull’ospedale Fiorenzuola

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