Festa a Rondanera: “Torniamo a vivere”. Al via il monitoraggio della frana

09 Agosto 2013

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Rondanera rialza la sua testa: rimasta senz’acqua potabile nei mesi scorsi per giorni a causa di una grande frana che aveva strozzato la rete idrica e compromesso l’acquedotto creando un lago sopra al centro abitato – una potenziale “bomba d’acqua” pericolosissima, se si fosse verificato un ulteriore cedimento del terreno – ora ringrazia chi non l’ha abbandonata in quei difficili momenti. La Regione, il Comune di Travo, il Servizio tecnico di Bacino, Iren, Provincia, volontari, cantonieri, geologi. Chiunque insomma abbia messo le mani nel fango per evitare che le famiglie della piccola frazione restassero isolate: con la cucina delle donne della piccola frazione, gli abitanti si sono raccolti in un cortile, alla presenza del sindaco di Travo, Lodovico Albasi, che ha annunciato come la Regione abbia previsto altri 30mila euro (già appaltati) per sondaggi e carotaggi nel terreno, utili a verificare l’attuale stato di avanzamento del movimento franoso e prevenire ulteriori disagi. Il dramma di Rondanera è uno dei 202 casi di pesanti smottamenti e criticità idrauliche verificatesi nei mesi di marzo, aprile, maggio in tutto il territorio piacentino. La frana di Rondanera, nelle settimane in cui il territorio sembrava essersi arreso alla pioggia incessante, era arrivata a muoversi anche a una velocità di quindici – venti metri in poche ore, ogni giorno. Restando ancora nel solo territorio comunale di Travo, ammontavano a due milioni di euro i danni causati dalle sole frane di marzo: quattro le strade comunali rimaste chiuse, tredici le segnalazioni di interruzioni alla viabilità.
Nel 1960 una frana “inghiottì” già un gruppo di case, distruggendole, a Rondanera. “Anche quest’anno abbiamo avuto paura – hanno detto i cittadini – ma ce l’abbiamo fatta e ringraziamo chi ci è stato vicino”.

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