Riforma della Pac: per Confagricoltura bene l’attenzione ai giovani

09 Agosto 2013

“L’accordo politico sulla riforma della Pac raggiunto a Bruxelles a fine giugno scorso – spiega Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza – dopo quasi due anni di lungo e complesso negoziato, rappresenta un notevole passo in avanti rispetto alla proposta iniziale della Commissione del novembre 2011. Sono stati migliorati tantissimi aspetti di una riforma nata male e che nel disegno dell’Esecutivo comunitario risultava fortemente penalizzante per le nostre imprese”. Il pesante lavoro di modifica, in alcuni casi di riscrittura, è in buona parte merito dell’intensa attività negoziale del Parlamento europeo, per la prima volta coinvolto a pieno titolo ad approvare una riforma così complessa, della Presidenza di turno irlandese e dello staff degli uffici del Mipaaf che ha seguito il dossier.

“Confagricoltura non ha mancato di supportare il percorso – sottolinea Chiesa – facendosi portatrice delle istanze dei produttori. Basta ricordare la nostra levata di scudi nei confronti della prima versione del “greening”: quell’insieme di norme che pur avendo la condivisibile finalità di sostegno ambientale risultavano, così com’erano, incompatibili con la nostra tipologia di agricoltura. Rileviamo inoltre con soddisfazione che buona parte delle istanze da noi proposte sono state considerate nell’accordo politico, anche se la complessità della materia impone un approfondimento su alcuni temi chiave, in particolare per quanto riguarda i diritti di impianto vitivinicoli, le misure di mercato e lo sviluppo rurale.”

Confagricoltura Piacenza, specificatamente, evidenzia positivamente che la nuova politica agricola comune 2014-2020 comprende misure energiche per i giovani agricoltori in entrambi i pilastri. L’attenzione agli ‘under 40’ è uno degli elementi chiave della riforma: un potenziale di risorse che potrebbe ammontare sino a circa 800 milioni (di cui il 10% in Italia) a disposizione proprio delle nuove generazioni agricole in tutta l’UE. “E’ la prima volta – sottolinea Chiesa – che nella storia della Pac un intero capitolo del primo pilastro è dedicato ai giovani agricoltori”. In particolare si stabilisce che gli Stati membri prevedano obbligatoriamente un pagamento supplementare (top-up) per i giovani agricoltori rispetto a quello di base, utilizzando sino al 2% del massimale finanziario per i pagamenti diretti a disposizione dello Stato membro. Una misura che accompagnerà quella per il primo insediamento nel quadro dello sviluppo rurale, che viene comunque ritoccata.

“C’è ancora molto lavoro da fare dal punto di vista tecnico – conclude Chiesa – per far partire concrete ed adeguate misure per i giovani agricoltori italiani. La cornice europea è stata fatta, ora tocca dipingere il quadro nazionale che permetta, effettivamente, ai giovani imprenditori non solo di insediarsi ma anche di poter pianificare il proprio impegno imprenditoriale in agricoltura con maggiore tranquillità. In generale, occorre ora concentrarsi sui diversi ambiti applicativi della riforma delegati all’Italia. Evitiamo come nel passato di ridurci all’ultimo momento con scelte affrettate e non concertate. Su questo punto ci attendiamo dal Ministro De Girolamo un forte coinvolgimento del mondo delle organizzazioni”.

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