Ronde in via Roma, i Giovani padani: Dopo Milano e Rimini anche Dosi si adegui

09 Agosto 2013

Ronde padane (archivio)

“Ora che le ronde sono state sdoganate anche dalla sinistra, il sindaco Paolo Dosi si adegui e disponga controlli di volontari in via Roma e zone limitrofe, come fatto a Milano da Pisapia e a Rimini da Gnassi”. Il coordinatore provinciale dei Giovani Padani Luca Zandonella sprona il primo cittadino a seguire l’esempio di alcuni colleghi di sinistra “che hanno vinto la “ronda-fobia”, spiega. Zandonella chiede a Dosi di “superare le perplessità” e di “coinvolgere la cittadinanza e associazioni in controlli itineranti, alle luce delle costanti lamentele dei cittadini per la situazione di degrado e insicurezza nella zona della stazione”. L’esponente del Carroccio non lesina una stoccata al “solito doppio-pesismo della sinistra”: “Pisapia e Gnassi hanno cambiato il nome alle ronde ma nei fatti le hanno riproposte identiche, magnificandone la portata. La Lega Nord le chiede da vent’anni”.

I Giovani padani negli ultimi mesi sono scesi in strada con cadenza quasi settimanale, predisponendo un gazebo itinerante nel quartiere Roma. “Abbiamo segnalato: rifiuti abbandonati per strada, ordinanze di chiusura non rispettate da alcuni negozi, bivacco e schiamazzi, principi di rissa. Pensiamo di essere stati anche un utile deterrente al crimine, per il solo fatto di aver rappresentato una presenza, nelle ore in cui la via è affidata al ‘monopolio’ degli immigrati che – i fatti di cronaca lo dimostrano – spesso non sono animati da buone intenzioni”

Ora bisogna potenziare questa nostra esperienza, coinvolgendo associazioni di volontari e cittadini – proprio come fatto a Milano e Rimini -. Non è una questione di partito, ma di buon senso”.

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