Tolleranza zero contro la contraffazione alimentare: la richiesta del consigliere Cavalli

14 Agosto 2013

Dopo il caso della carne (avariata) proveniente dall’Est e spacciata per italiana – che ha coinvolto una società piacentina – e il maxisequestro di cinque tonnellate di pesce compiuto dai Nas alla Bellucci, nome noto di Modena per i prodotti ittici, il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Cavalli in un’interrogazione chiede alla Regione “un’indagine approfondita su contraffazione e sicurezza alimentare” e “il rafforzamento di ogni misura di prevenzione e contrasto a questo genere di truffe”. “Il falso made in Italy produce un danno stimato di 50 miliardi di euro e blocca 130mila nuovi posti di lavoro – argomenta Cavalli -. I casi scoperti in Emilia – terra che fa dell’alimentare un suo fiore all’occhiello – minano il buon nome che la regione si è costruita nei secoli con i suoi prodotti d’eccellenza”.   “Vorremmo che in vista di Expo – auspica l’esponente del Carroccio – si parlasse anche dei rischi legati alla contraffazione alimentare, delle conseguenze che questa porta per la salute dei consumatori, della tracciabilità e del rilevantissimo danno economico prodotto dal fenomeno delle ‘truffe da scaffale’”. Cavalli chiede quindi “che il prezioso lavoro dei Nas e delle forze dell’ordine sia supportato da un’azione politica degna”, che garantisca “massima allerta”, “tolleranza zero” e “sanzioni pesantissime” per i “furbetti dell’agroalimentare”.

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