Ospedale di Fiorenzuola, i commenti dopo la conferenza socio-sanitaria

14 Agosto 2013

“Che senso ha svuotare un edificio ricco di professionalità e servizi come l’ospedale di Fiorenzuola senza avere in mano il progetto esecutivo, né disporre delle relative risorse finanziarie?”, è la domanda che Morganti, Bazzani, Foti e Croci (Fratelli d’Italia) rivolgono ai vertici amministrativi dell’Asl. “Per gettare un po’ di fumo negli occhi dei cittadini, i maggiorenti dell’Asl ipotizzano 2 anni di tempo per i lavori di ristrutturazione, mentre è noto – continuano i rappresentanti di Fratelli d’Italia – che un sempre possibile ricorso farebbe saltare da subito la previsione. Pare evidente che ci auguriamo che una simile iattura non si verifichi, ma anche solo la possibilità ci induce a pretendere – ribadiscono Morganti, Bazzani, Foti e Croci – che prima di abbassare le serrande sull’ospedale vecchio si siano almeno correttamente esperite le procedure amministrative necessarie per arrivare alla consegna dei lavori. Non solo, proprio perché a parole si ribadisce l’importanza dell’ospedale di Fiorenzuola, non si vede per quale ragione sia prevista solo la sua sistemazione statica e non anche il potenziamento sotto il profilo sanitario, con la realizzazione e l’attivazione del reparto di rianimazione”. Per Morganti, Bazzani, Foti e Croci “è indispensabile arrivare ad una decisione chiara e immediata, scevra da compromessi più o meno balneari. La gente della Val d’Arda e il personale – concludono – hanno infatti il pieno diritto di ottenere non generiche assicurazioni ma granitiche certezze sul futuro dell’ospedale”.

 

“Se è vero che sull’ospedale di Fiorenzuola in queste settimane sono stati fatti dei passi in avanti rispetto al punto di partenza – sostengono Nando Mainardi e David Santi, rispettivamente segretario e capogruppo di Rifondazione comunista di Fiorenzuola – è altrettanto vero che rimane in piedi la proposta di spostare posti letto e reparti a Piacenza. Riteniamo un fatto indicativo e negativo che lo stesso Presidente della Conferenza socio-sanitaria e della Provincia Massimo Trespidi, dopo aver promesso fuoco e fiamme nei giorni scorsi, ora sostenga che dovrà essere il Comitato di Distretto a trovare una soluzione con l’Azienda Usl, lavandosene le mani. Noi ritenevamo e riteniamo che vadano verificate tutte le strade possibili per coniugare il tema della sicurezza per i lavoratori dell’ospedale, i pazienti e i cittadini con il mantenimento dei reparti e dei posti letto, così come deciso nel consiglio comunale aperto tenutosi qualche giorno fa. Per questo ribadiamo e rilanciamo le nostre proposte: in particolare chiediamo che il Comitato di Distretto valuti la possibilità di attivare una controperizia. In questo modo si potrà avere una verifica, o meno, della necessità di intervenire sulla parte vecchia dell’ospedale e di come intervenire. Inoltre, proponevamo e proponiamo di attivare una commissione congiunta Comitato di Distretto/Asl sull’individuazione di soluzioni interne che evitino spostamenti di reparti e posti letto a Piacenza”.

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