Gli egiziani a Piacenza: “Siamo preoccupati, vorremmo una democrazia come in Italia”

16 Agosto 2013

C’è grande preoccupazione tra la comunità egiziana a Piacenza per lo stato di emergenza che sta vivendo il paese di origine, sprofondato nel caos dopo l’occupazione delle piazze da parte dei sostenitori dell’ex presidente Morsi e la repressione delle forze militari. Tra i morti, poche centinaia secondo il governo, oltre 2.000 secondo i Fratelli Musulmani, ci sono anche due reporter internazionali.

Tra gli egiziani residenti nel Piacentino non si parla d’altro, la comunità segue con grande attenzione le notizie che arrivano dalla tv. Quale futuro attende il loro Paese? Cosa succederà? Abbiamo incontrato un gruppo di egiziani seduti al tavolino di un bar nei pressi del centro di Piacenza. “Sono tornato una settimana fa dall’Egitto, c’era grande tensione”, racconta uno di loro mentre un altro prosegue: “Noi vogliamo una democrazia come in Italia, vogliamo essere liberi, vorremmo che si mettessero d’accordo e che Al Sisi prendesse in mano la situazione e guidasse il Paese”.

Il gruppo di egiziani da noi incontrato non ha apprezzato il lavoro svolto dal presidente Morsi nell’anno in cui ha sostituito Mubarak, il cui regime era stato rovesciato dalla rivolta di piazza. La Farnesina intanto invita gli italiani a non effettuare viaggi in Egitto con destinazioni diverse dal Mar Rosso. Il rischio di una guerra civile in Egitto preoccupa il mondo intero, Usa e Ue spingono per una trattativa.

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