Scuole di montagna, serve la tecnologia. Interrogazione di Pollastri

19 Agosto 2013

“Contrastare la dispersione scolastica e ridurre il gap esistente tra le scuole urbane e quelle dei centri minori con la tecnologia”, è la proposta che Andrea Pollastri del PdL ha fatto alla Giunta Regionale con un’interrogazione: “Alcuni progetti ideati dalle Università – ha detto – partono dalla propensione all’uso continuo di strumenti tecnologici: si è pensato di reimpiegare a fini educativi e di coinvolgimento queste stesse tecnologie dotando le scuole di nuovi mezzi materiali ed immateriali. Le nuove tecnologie si sono dimostrate vincenti anche per favorire la qualità scolastica e l’innovatività in particolare nelle scuole di montagna”.

“Il progetto [email protected] – ha risposto l’Assessore alla Scuola Patrizio Bianchi – è nato per mantenere attive e vitali le scuole di montagna, caratterizzate da un corpo docente soggetto ad un forte turn-over, da numeri esigui di studenti e dalla presenza di pluriclassi, in quanto garantire la presenza della scuola nei territori montani significa mantenere le comunità sui quei territori essendo la scuola un presidio e un centro di attenzione e di aggregazione irrinunciabile. Il progetto, attivato dal 2011 è attualmente nel suo secondo anno di realizzazione e si pone l’obiettivo di supportare sul versante della didattica le difficoltà che incontrano tali scuole, trasformandole in presidi di eccellenza e di didattica innovativa anche per combattere la dispersione scolastica”.

“Bisogna tenere alta l’attenzione verso le scuole di montagna – ha chiosato Pollastri – per evitare che chi risiede i questi luoghi sia uno studente di serie B: i disagi dovuti alla natura del territorio, al clima, allo spopolamento sono tanti, però la tecnologia permette di abbattere tutte le frontiere e di mettere tutti su uno stesso piano, per questo è necessario investirci molto”.

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