Sigarette elettroniche. Peri: “Vietarle può esporre a numerosi ricorsi al Tar”

21 Agosto 2013

Il consigliere Andrea Pollastri del Pdl ha presentato  un’interrogazione per capire gli effetti della sigaretta elettronica sulla salute e le motivazioni dei divieti. Questo strumento ha avuto negli ultimi tempi grande diffusione proprio perché, mancando studi sulla conclamata nocività, era possibile utilizzarlo anche dove il fumo tradizionale è vietato, come per esempio il treno. Trenitalia, in via prudenziale, ha al momento esteso il divieto dell’utilizzo delle sigarette elettroniche.  A far chiarezza sulle motivazioni è intervenuto l’Assessore ai Trasporti Alfredo Peri: “Per quanto attiene la nocività, secondo le conoscenze attuali il loro utilizzo può provocare effetti polmonari acuti”.

“Va comunque sottolineato – ha proseguito – che l’utilizzo della sigaretta elettronica è un fenomeno molto recente e sono necessari ulteriori studi per poter valutare tutti gli effetti sull’organismo umano. Tuttavia, al momento risulta che la sigaretta elettronica produce un fumo passivo per i soggetti esposti in ambiente chiuso. La Legge Sirchia – ha concluso – persegue il fine primario della tutela della salute dei non fumatori, con l’obiettivo di massima estensione possibile del divieto di fumare, che come tale deve essere ritenuto di portata generale, con la sola limitata esclusione delle eccezioni espressamente previste”.

Peri, tuttavia, ha precisato che “promulgare atti ufficiali di divieto di fumo della sigaretta elettronica sia in parte una forzatura della normativa, che potrebbe esporre a numerosi ricorsi al Tar con esito incerto. L’Organizzazione mondiale della Sanità, comunque, raccomanda che all’uso delle sigarette elettroniche in luoghi pubblici siano applicate le stesse restrizioni per ridurre il fumo convenzionale di seconda mano in quanto gli stessi possono rilasciare nicotina”.

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