Stranieri, pensionati e giovani in coda per ricevere cibo dai frati

28 Agosto 2013

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Le porte si aprono verso le 16 ma c’è chi arriva alle 11.30 del mattino; altri si presentano dopo, consapevoli che, per ricevere aiuto, dovranno essere disposti anche ad aspettare ore.
È un copione che si ripete ogni mercoledì pomeriggio in via Campagna; decine e decine di persone si accalcano di fronte al convento dei frati minori, i quali si mettono a disposizione dei più deboli per dare un sostegno, sotto forma di cibo o generi di prima necessità, ai numerosi cittadini che non sono in grado di arrivare alla fine del mese.
L’esasperazione è tanta così come la voglia di parlare delle gravi difficoltà che stanno attraversando in questo momento: “Siamo sempre di più, prendiamo il numero e aspettiamo che arrivi il nostro turno, a volte anche per tre ore” ha raccontato una madre piacentina con al seguito i figli piccoli.
Lo spaccato è trasversale; ci sono famiglie straniere, giovani disoccupati e signori in età da pensione: “Io un impiego ce l’ho – ha spiegato un trentenne ai microfoni di Telelibertà – ma da solo non sono in grado di mantenermi; mi hanno assegnato la casa popolare e oggi sono qui per chiedere se hanno qualche mobile da regalarmi”.
I cittadini si presentano muniti di borse, qualcuno anche con una valigia, per riuscite a portare a casa i viveri che dovranno bastare per una settimana; la frase che molti ripetono è sempre la stessa: “Non c’e lavoro, continuiamo a cercare ma non troviamo nulla”.

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