“Ho ucciso Sadik perché aveva offeso una mia parente”

08 Settembre 2013

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Un’offesa lavata nel sangue. Ecco cosa ci sarebbe alla base dell’omicidio di via Colombo, dove domenica scorsa l’albanese Sadik Hajderi è stato ucciso da alcuni colpi di pistola esplosi da un connazionale di 28 anni, arrestato poche ore dopo all’aeroporto di Malpensa mentre cercava di ritornare in Albania. Con lui c’era il fratello, anch’egli fermato e rinchiuso alle Novate con l’accusa di concorso in omicidio.
Nel corso nell’interrogatorio il più giovane dei due fratelli, il 28enne, ha ammesso di essere l’esecutore materiale dell’assassinio, ma ha negato di aver premeditato il delitto e di avere avuto a che fare con ambienti malavitosi o legati allo sfruttamento della prostituzione.
Oggi emerge un nuovo particolare di quanto ha detto al giudice: “Ho sparato a Sadik perché aveva offeso una mia familiare”, avrebbe rivelato, senza però specificare se si sia trattata di una semplice mancanza di rispetto o di qualcosa di più serio, ma ribadendo che tra i due c’erano in sospeso questioni personali.
La polizia di Piacenza continua a cercare altri due uomini che avrebbero preso parte al drammatico episodio.

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