Egiziani spaccati anche a Piacenza, tensione alla manifestazione contro Al Sisi

14 Settembre 2013

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Gli egiziani sono divisi anche a Piacenza tra coloro che appoggiano il nuovo governo e quelli che invece lo ritengono frutto di un sanguinoso colpo di stato militare. Questi ultimi avevano organizzato per questo pomeriggio una manifestazione ai giardini Margherita con successivo corteo in centro storico: un centinaio di persone, tra cui molte di altre nazionalità, si è dato appuntamento per chiedere il ritorno alla democrazia in Egitto, ma anche per dire no alla guerra in Siria. “Mohamed Morsi era il presidente eletto dal popolo – hanno spiegato i promotori – ma è stato destituito e rapito, il Parlamento è stato sciolto, la costituzione sospesa: tutto per mano dell’esercito comandato dal generale Al Sisi, che al prezzo di migliaia di morti ha instaurato un regime militare, arrestando i suoi oppositori, chiudendo le televisioni, istituendo la legge marziale. Noi siamo contro a tutto ciò, vogliamo che la comunità internazionale lo capisca e intervenga. Non siamo assolutamente vicini ai terroristi, chi ci accusa di esserlo lo fa solo per screditare la nostra battaglia per la libertà”.

Alla manifestazione di oggi si sono però vissuti attimi di tensione legati alla presenza di alcuni egiziani pro-Sisi: “Milioni di egiziani hanno esultato quando è finalmente finito il regime di Morsi, che stava riportando indietro di cento anni il nostro Paese. Solo con l’attuale governo l’Egitto potrà progredire e chi ci vive lo sa. Non è un caso che al corteo ci siano molte persone di altre nazionalità, che non conoscono nulla della nostra terra, ma sono qui solo per fare numero”.

A vigilare su entrambi i gruppi un nutrito spiegamento di forze dell’ordine, non si sono registrati problemi particolari ma per alcuni minuti la tensione è stata davvero alta.

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