“Hall of Fame”, nuovo spazio dedicato agli architetti illustri di Fiorenzuola

16 Settembre 2013

Da sabato mattina la sala dell’orologio del municipio di Fiorenzuola (già convento San Giovanni) ospita il primo angolo museale dello spazio chiamato “Hall of Fame”, con un omaggio a sei celebri architetti originari del capoluogo della Valdarda, che ottennero fama nazionale e internazionale: Luigi Dodi (1900-1983), Arnaldo Nicelli (1876-1946), Mario Bacciocchi (1902-1974), Manfredo Emanuele Manfredi (1859-1927), Gaspare Maculani detto il Firenzuola (1578-1667) e Genesio Bressani (1524-1610).

Per ricordare queste celebrità del passato, viene usato un nome contemporaneo: Hall of Fame, che significa “salone della fama e della gloria”, ed è usata nel mondo anglosassone per indicare una lista di soggetti che si sono particolarmente distinti in uno specifico campo di attività.

“Il Comune di Fiorenzuola – spiega l’assessore alla cultura Augusto Bottioni – ha deciso di onorare così i suoi illustri cittadini, affinché siano di esempio e stimolo per le nuove generazioni. Si è deciso pertanto – in collaborazione e con il contributo del Circolo storico – di allestire la Hall of Fame nella prestigiosa sala dell’Orologio del Municipio, area utilizzata per le cerimonie ufficiali dell’amministrazione e della comunità. Questo spazio si appresta a divenire quindi un vero e proprio sancta sanctorum. La realizzazione, che prevede l’installazione di ritratti delle personalità accompagnati da biografia, è prevista a stralci, secondo un programma predefinito, in modo da consentire di dare spazio a momenti di riflessione, ricordo e celebrazione delle personalità ammesse nelle singole sezioni. Quando l’allestimento verrà completato, si prevede entro il 2014, verrà inaugurata la Hall of Fame con un’importante manifestazione”.

Nel corso della breve cerimonia Bottioni ha lanciato le prossime novità su cui sta lavorando: “La realizzazione di un museo archeologico (abbiamo avuto incontro con la Sovrintendenza), di un museo dell’università ebraica, di un museo dell’arte presepistica, la realizzazione di una pinacoteca con i quadri selezionati degli artisti che hanno esposto nella sala dell’ex Macello. Tutte queste realizzazioni volte al recupero delle nostre radici, sono previste in autofinanziamento, senza pesare sul bilancio comunale, utilizzando locali di proprietà del Comune. Un esempio di questa procedura virtuosa è il museo del teatro Verdi che ad oggi ha attratto un numero cospicuo di visitatori. Tutte le iniziative saranno realizzate con il coinvolgimento delle associazioni locali, in particolare con il Circolo Storico”.

© Copyright 2021 Editoriale Libertà