Caro libri, Piacenza sfora il “tetto” del Ministero. Corsa all’usato

17 Settembre 2013

Libri scolastici troppo costosi per il portafoglio delle famiglie piacentine, impegnate a far fronte alla crisi economica, e per lo stesso Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che stabilisce il tetto massimo di spesa per l’acquisto di testi e manuali, destinati agli studenti.

Un limite che spesso e volentieri viene “sforato” in numerosi istituti e gli esempi si riscontrano anche nella provincia di Piacenza: secondo quanto indicato nel provvedimento, i volumi richiesti a un alunno iscritto alla classe terza di un liceo classico non possono superare i 382 euro, ma al liceo Gioia sono necessari 474 euro per dotarsi di tutto il necessario per le lezioni.
Per la terza classe di un liceo scientifico l’asticella è fissata a 320 euro, ma il costo dei libri nell’elenco del liceo Respighi arriva a 413 euro; idem per il Cassinari, dove il prezzo dei testi per le matricole è di 300 euro, 26 euro in più rispetto alle indicazioni ministeriali relative ai licei artistici.
In una classe prima del liceo Colombini, indirizzo economico-sociale, comprare i volumi scolastici costa 351 euro, invece dei 320 euro previsti dallo Stato; gli studenti di una classe terza dell’istituto tecnico economico Romagnosi hanno acquistato testi per 366 euro nonostante il tetto massimo sia di 288 euro.
All’Itas Raineri, i ragazzi approdati al terzo anno di studi, hanno speso 338 euro (limite fissato a 310 euro); 219 euro per i giovani della classe terza di enogastronomia e ospitalità alberghiera del Marcora (limite fissato a 198 euro); 279 euro per le matricole dell’istituto Casali, indirizzo servizi socio-sanitari, (limite fissato a 254 euro).

Nelle liste stillate dalle scuole non ci sono solo i testi obbligatori ma anche quelli “consigliati”, che fanno ulteriormente lievitare i costi. Ad esempio: se la spesa complessiva dei libri per le matricole dell’Itis, iscritte all’Isii Marconi, è di 298 euro (inferiore alla soglia massima, fissata a 320 euro) aggiungendo l’acquisto dei tomi consigliati, la cifra sale a 345 euro.
Il discorso resta lo stesso anche per i ragazzi iscritti alla classe terza dell’Ipsia: 149 euro solo per i libri considerati necessari (inferiore alla soglia massima fissata a 167 euro), ma si toccano i 214 euro se si aggiungono i restanti volumi.
La spesa libri è un capitolo importante nel bilancio delle famiglie e a dimostrarlo è la corsa, sempre più frequente, alla vendita e alla ricerca del volume usato.

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