Museo della Resistenza tra passato e futuro, arriva la bandiera della 62esima Brigata

22 Settembre 2013

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“Avevo 18 anni quando c’è stato il rastrellamento, c’era mezzo metro di neve e io sono scappato. Non avevo neanche un impermeabile, mangiavo quello che capitava. In montagna preparavamo le armi, raccoglievamo informazioni e poi facevamo quello che dovevamo fare…se ci penso ho ancora i brividi”. A parlare è Emilio Pecorari, nome di battaglia Mameli, appartenente alla 62esima Brigata partigiana Emilio Evangelista. Quei 18enni di allora oggi hanno quasi novant’anni ma alla domanda “Cosa ricorda di quel periodo?” rispondono senza indugi “Ricordo tutto”. Giovanissimi si organizzarono autonomamente per combattere il nemico e ridare la libertà ai luoghi in cui vivevano rischiando la propria vita. La bandiera della 62esima Brigata, custodita dall’Anpi di Castelvetro, è arrivata nella culla della resistenza partigiana piacentina, il comune di Morfasso, accolta da numerosi cittadini e da otto sindaci di diverse vallate. A Sperongia, accanto alla chiesa, sorge il Museo della Resistenza, attivo dal 2009 e aperto ogni domenica. Sono circa 800 le visite annuali escluse quelle scolastiche. Un’attività basata essenzialmente sul volontariato, per questo il direttore Franco Sprega ha rivolto un accorato appello a tutti per il sostegno economico del Museo, custode della memoria del nostro territorio.

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